Quella tra Brasile e Serbia era la partita più attesa in questa prima settimana di Mondiale, il match di maggior livello. Lo era in particolare per i tifosi della Juventus, che aspettavano di vedere in campo Danilo, Alex Sandro, Bremer, Kostic e Vlahovic. Di questi però. solo in tre sono stati impiegati. I due terzini, titolari indiscussi del Brasile e Vlahovic, subentrato nel secondo tempo. Hanno vinto i sudamericani, oltre al risultato, che come prevedibile, è stato a favore del Brasile, uscito vittorioso 2-0. Si, perché anche nelle prestazioni individuali, Alex Sandro e Danilo possono essere soddisfatti dai primi 90 minuti del loro Mondiale. A differenza del centravanti serbo, apparso in estrema difficoltà nella mezz'ora che gli ha concesso Stojkovic.

CHE FATICA DUSAN - Con tanta voglia sicuramente, come dimostra la rovesciata non andata a buon fine, ma impreciso, poco lucido e spaesato. La prestazione di Vlahovic si può riassumere così. Non era certo semplice entrando al 65esimo quando la Serbia era già sotto 1-0 e con il Brasile che piano piano stava prendendo sempre più il controllo della partita. Stojkovic lo ha mandato in campo proprio per provare a ribaltare la situazione. Missione fallita per Dusan, che nei pochi palloni toccati, sbaglia quasi sempre tecnicamente lo stop o il controllo successivo. Sintomo che ancora l'attaccante della Juve è ben lontano dalla migliore condizione. E non potrebbe essere altrimenti, avendo saltato le ultime partite per il fastidioso problema all'adduttore. Non a caso, è partito fuori. C'è ancora tempo però per provare ad aggiustare la situazione e cambiare la storia di questo Mondiale, per Vlahovic e per la Serbia, che ha bisogno del suo centravanti. 

LA COPPIA BIANCONERA - A un passo dalla gloria Alex Sandro, che sul punteggio di 0-0 colpisce il palo dalla distanza. Un gol che il terzino bianconero si sarebbe anche meritato per la prestazione fornita. Attento nelle poche occasioni in cui è stato chiamato in causa e pulito tecnicamente in possesso. Così come il suo compagno di club, Danilo. Una prova dell'ex Manchester City che ha ricordato il giocatore in versione juventina. Solidità, intelligenza calcistica, jolly tattico che entra nel mezzo del campo diventando un regista in più, proprio come ha abituato a Torino. Eroico nel finale, dove nonostante i problemi fisici (probabilmente crampi), resta in campo e manda un segnale al Brasile e a tutto il Mondiale, loro sono disposti a tutto per entrare nella storia.