Gli schizzinosi ancora arricciano il naso parlando di Juventus ”formato Allegri” come se si trattasse di un evento innaturale. Eppure è proprio in virtù dell’allegripensiero, legato a cure antiche ma efficaci come le tisane della nonna, se la squadra bianconera è riuscita a colmare seppure in parte il disavanzo il classifica con avversarie partite al galoppo. Per completare il possibile aggancio la strada in salita è ancora molto lunga, ma i presupposti per riuscirci ci sono tutti.

Vittorie risicate e soprattutto faticate sono arrivate, come segnale di rinascita, prive di quello spettacolo che taluni reclamano ma certamente frutto di una mentalità positiva ritrovata sotto le bandiere del sacrificio, della maglia sudata e soprattutto dell’umiltà. Tutte qualità che la Juventus sembrava aver scordato probabilmente anche perché non appartenevano minimamente alla filosofia di Cristiano Ronaldo la cui presenza in squadra spingeva un po’ tutti a pensare di essere imbattibili. C’è voluto un poco di tempo e soprattutto il grande lavoro psicologico del tecnico livornese, ma ora finalmente l’effetto CR7 si è disperso nel vento.

Per un paio di mesi ancora, comunque, dovremo adattarci all’idea di vedere all’opera una Juventus molto trapattoniana rispetto al gioco e alle strategie tattiche di contenimento più che di sfondamento. Ciascuno deve fare i conti con il materiale a propria disposizione e agire di conseguenza. Allegri, al momento, può fare affidamento su di un collettivo incompleto e in particolare privo di quell’ariete in attacco che permetterebbe di osare più di quanto si possa fare adesso.

Arriverà gennaio e si riaprirà il mercato. A quel punto toccherà al presidente Andrea Agnelli, malgrado il bilancio in rosso, provvedere a colmare il gap con l’acquisizione di un autentico gol player. La Juventus dal bagno di umiltà è uscita guarita. E’ indispensabile una potente vitamina per tonificarla come si deve e come è giusto che sia.