Se n'è parlato giusto un poco nelle ultime due settimana, ma se vi foste appena sintonizzati sul pianeta Terra, cari marziani, il Pallone d'Oro 2019 è andato a Lionel Messi. Si sapeva, direte voi, che venite dallo stesso pianeta da cui proviene la Pulce, ma questo non vi permette di fare troppo i saputelli. Sì, è vero, viene da un mondo così lontano che tutti questi trofei, il giorno in cui vi farà ritorno, saranno solo un peso in più da portare durante il viaggio. Allora perché fargli il dispiacere di aggiungerne ancora uno alla sua già piena bacheca? Ora ci guarderete storti, dalla vostra navicella, perché starete sicuramente pensando che il nostro sottinteso sia: "Doveva vincerlo Cristiano Ronaldo". Eppure sbagliate, perché anche l'altro alieno, quello che ha preferito addirittura il Gran Galà del Calcio alla premiazione di France Football, non lo meritava nemmeno lui. Quest'anno, come d'altronde l'anno scorso, ci saremmo aspettati che restasse ancora sulla Terra. 

Eppure, quel centinaio di grammi placato in oro, sente tutto il peso della gravità. No, non la migliore amica di Newton, ma la gravità di assegnare un premio a chi, sicuramente, non avrebbe fatto tragedie a non riceverlo. Non per altro, ma perché nel corso degli ultimi dodici mesi c'è chi ha dato dimostrazione di avere un peso specifico importante, nel mondo del calcio. Forse non quello di Cristiano Ronaldo, che come una multinazionale ambisce ad inglobare nel proprio organismo qualsiasi premio che ci possa essere, e che per farlo riesce sempre a dare quel 110% che spacca ogni media logica. Forse, non quello di Lionel Messi, che con la leggerezza di una libellula riesce ugualmente a lasciare macerie ovunque passa. Ma diamine, cosa deve fare Virgil Van Dijk per essere ancor più di quello che è? L'attaccante, si potrebbe dire. E allora, visto che il dominio sulla Terra è palesemente tinto di Reds, perché non celebrare le stagioni (perché non sono alla prima buona) di Sadio Manè o Momo Salah. Loro segnano anche, come se il gol fosse poi quell'oppio del popolo che qualcuno ha osato dire fossero le religioni. 

No, cari marziani, questa volta non ve lo meritavate. Nessuno vi mette in discussione, ma per una volta che avete dimostrato una piccola traccia di umanità, era giusto farvela pagare. La stessa umanità che, tra l'altro, Cristiano Ronaldo ha dimostrato di avere non solo in campo, ma anche fuori. Perché è proprio dell'uomo sentirsi offeso, e da offesi fare cose che forse è meglio evitare. O meglio, evitare cose che avresti dovuto fare, come presenziare alla premiazione che tanto avresti voluto vincere. Un piccolo inciso per sottolineare un atteggiamento che avrebbe giustificato una vittoria al di fuori di quel duopolio. A questo punto, forse, chi gongola di più è proprio Luka Modric, che lo scorso anno ce l'ha fatta, meglio di Iniesta, meglio di Van Dijk. Un piccolo momento di normalità che, in questo calcio in mano agli alieni, che hanno i vizi ed i capricci degli uomini, chissà quando rivedremo.