Il bastone si chiama “frenesia”, poi è arrivata subito la carota in settimana: quella gara di tiro divenuta presto virale fra il bomber e l’allenatore. Allegri fa il padre, e sta cercando di allenare Dusan Vlahovic al suo concetto di juventinità: la ‘halma’. Un concetto antitetico, evidentemente, al calcio di Italiano da cui proviene il centravanti serbo. A Firenze, l’intensità, la velocità e la frenesia erano un unico dogma, e il giovane attaccante lo accettava, lo praticava e lo venerava come una specie di Trinità calcistica. Anche perché raccoglieva i frutti di quel credo. Forse era arrivato persino a identificarvisi.

Alla Juve invece Allegri gli chiede la ‘halma’, e lo rimprovera di essere ‘frenetico’, seguito in coro da ‘capitan’ figliol prodigo Bonucci. Hanno forse ragione questi due ‘cortomusoni’? Dopo Juventus-Venezia, direi di sì, anche se non del tutto. Le difficoltà che sta incontrando Vlahovic vanno sempre relazionate al problema ‘gioco’ che questa squadra si porta dietro, e di cui uno dei principali responsabili è Allegri stesso. Dunque ‘accusare’ Vlahovic di essere frenetico è molto relativo, dipende tanto dalla prospettiva in cui viene collocato il giocatore. Detto ciò, è vero anche che certi errori da Vlahovic non te li aspetti. Davvero troppi col Venezia (e li analizzeremo qui sotto nella gallery). Questo succede perché Allegri gli ha tolto degli schemi mentali, delle certezze, ma non è detto che questo sia un male. Anzi. Alla Juve è chiamato a diventare un grande giocatore, un giocatore assoluto, non può rimanere ‘solo’ il grande finalizzatore di una squadra trendy. Fra le due cose c’è differenza, Allegri lo sa e glielo sta spiegando.