Da Calciomercato.com un'accuratissima ricostruzione della sconfitta in tribunale patita dal Genoa nei confronti del Belgrano, club argentino da cui acquistò il difensore Cristian Romero:

Nell'accordo stipulato al momento della cessione, le società concordano una clausola sell on fee, ossia di diritto a una percentuale sul futuro trasferimento del calciatore. Questa clausola stabilisce che, nel caso di cessione per un prezzo superiore a 1.624.996 euro, il Belgrano ha diritto al 10% sulla cifra eccedente. Fra le clausole fissate nell'accordo ce n'è una che stabilisce l'obbligo del Genoa di versare il dovuto entro 10 giorni dal momento in cui il Genoa ricevesse il pagamento dal terzo club, ossia quello che avesse acquisito i diritti di Romero dalla società rossoblu. E nel caso di mancato rispetto di quel termine di 10 giorni, il Belgrano sarebbe stato in diritto di incassare l'intero importo a esso dovuto. Data questa premessa, bisogna passare ai dettagli della cessione dei diritti sul calciatore completata dal Genoa con la Juventus in data 12 luglio 2019. Si tratta di un trasferimento da 26 milioni di euro, con pagamento spalmato in tre annualità e rate mensili: 8,7 milioni di euro durante la stagione 2019-20, 8,6 milioni di euro durante la stagione 2020-21 e 8,7 milioni di euro durante la stagione 2021-22. Facendo base su quella cifra di 26 milioni, e portando in detrazione gli 1.624.996 euro indicati nell'accordo stipulato il 3 marzo 2018, la cifra su cui calcolare il 10% di sell on fee in favore del Belgrano è 24.375.004 euro. Dunque alla società argentina spettano 2.437.500 euro.

E poiché il Genoa non rispetta i tempi di pagamento pattuiti, scatta da parte del Belgrano la richiesta di versare in unica soluzione i 2.437.500 euro più gli interessi di mora. È questa la richiesta che si vede avanzare il giudice monocratico José Luis Andrade. A essa il Genoa replica ammettendo di non avere pagato (lo farà in tutti e quattro i procedimenti), ma si appella a un'interpretazione sulla modalità dei versamenti al Belgrano che tenga conto dello scadenzario di rate incassate dalla Juventus. L'argomento è che le spettanze del Belgrano vanno versate sulla base degli incassi mensili per le rate. E poiché le rate versate fino al momento in cui viene avviato il contenzioso in sede Fifa sono le 9 della stagione 2019-20, secondo la società capitanata da Enrico Preziosi la cifra oggetto di disputa sarebbe 707.500 euro.

Il giudice monocratico portoghese prende atto delle argomentazione presentate dalle due parti e accoglie soltanto in parte le argomentazioni del Genoa. Nel senso che dà ragione alla società rossoblu relativamente al fatto che non siano da versare al Belgrano in unica rata i 2.437.500. Ma al tempo stesso ricalcola l'ammontare di quelle rate e la cifra totale rifacendosi al contenuto della circolare Figc in materia, ossia il documento cui il Genoa deve attenersi nell'effettuare i pagamenti rateali. La circolare in questione afferma che la società debitrice sia tenuta a versare con la prima rata il 20% della cifra pattuita da versare per la singola annualità, più 8 rate mensili che equivalgano ciascuna al 10% della cifra rimanente.
 
E poiché alla data del 8 dicembre 2020 risultavano non pagate tutte le rate maturate fra il 31 agosto 2019 e il 31 ottobre 2020, ecco che il giudice ha imposto al Genoa di versare al Belgrano entro 45 giorni la cifra di 1.138.312,50 euro più il 5% di interessi.