David Endt, ex team manager dell'Ajax, ha parlato ai microfoni di Tuttosport

GRANDE CLASSICO - "Ajax-Juve è un classico del calcio europeo, questo sarà il primo incrocio degli ultimi 30 anni che non vivrò da bordo campo. Il 10 aprile sarò allo stadio, speravo in questo sorteggio, seppur ritrovare i bianconeri riapre una ferita mai guarita: la Champions persa ai rigori nel 1996. Le maglie? Una me la diede Boninsegna nel 1978, quella di Del Piero e Nedved sono del 2004. Della finale di Roma ho solo quella di Litmanen". 

LA SCONFITTA - "Non scorderò mai due cose della finale. Innanzitutto quando Lippi, durante il riscaldamento, mi chiamò a centrocampo chiedendomi di portargli Van Gall. Volevo fargli i complimenti prima di iniziare. E poi le lacrime finali di Davids: Edgar era inconsolabile".

CON RONALDO - "Questa Juve superiore? E' fortissima, ma soltanto se alzerà la Coppa potrà essere considerata la migliore. Qui a Amsterdam c'è grande rispetto per i bianconeri, ma nessun timore. La sconfitta contro l'Atletico, nella gara d'andata, dimostra che la Juve non è imbattibile. E non pensiate che l'Ajax sia arrivata ai quarti per caso. Prima del grande trionfo del Bernabeu, aveva giocato meglio del Real anche in casa e in precedenza aveva fatto Benfica e Bayern. Fidatevi: non abbiamo finito di stupire".