Purtroppo finisce quasi sempre così, a stracci in faccia. A rinfacciarsi vicendevolmente il grado di conoscenze calcistiche individuali, quando non si sconfina persino su quello della juventinità, vera o presunta.

E’ capitato puntualmente subito dopo l’imprevisto pareggio di sabato scorso col Parma: c’è stato chi non voleva sentire critiche alla squadra, chi rimproverava agli altri di non essere dei veri tifosi, chi attaccava coloro che si azzardavano a muovere critiche ai singoli mentre andava accusata l’intera fase difensiva, chi se la prendeva col pessimismo, con l’estremismo negativo, chi sciorinava statistiche e chi – puntualmente – ce l’aveva con Allegri (un classico).

Non avendo la coda di paglia, le mie critiche personali – le ribadisco -sono state indirizzate principalmente al reparto difensivo e, nello specifico, ai due centrali dell’inedita difesa schierata sabato scorso dal mister. E non cambio idea, perché tra Atalanta e Parma, si è capito bene quanto questa squadra non possa fare a meno di Bonucci, Chiellini e – pur con la sua veneranda età – anche di Barzagli. Le alternative non sono all’altezza, non sono adeguate a sostituire quei tre e le sei reti incassate in sole due partite ne hanno plasticamente evidenziato i limiti.

Poi, se volete, ci aggiungiamo il resto: la decisione forse troppo azzardata fatta da Allegri di puntare su una linea difensiva completamente rivoluzionata (portiere compreso) e con interpreti ritrovatisi per la prima volta a giocare insieme una partita intera, il centrocampo “che non ha fatto filtro” (altro classico del lessico calcistico), l’errore sesquipedale di Mandzukic da cui è scaturito il pareggio dei ducali, etc. etc. Tutte concause di quell’infausto pareggio, scocciante anche a quattro giorni di distanza, perché la Juventus – per il gioco espresso e le occasioni create – avrebbe meritato di vincere la partita, e pure con un punteggio largo. Eh, “l’imprevedibilità del calcio…” (altro luogo comune usato in questi casi).

Le critiche fanno parte del gioco. Anche se arrivano dal fuoco amico, questo non significa che non si voglia più bene alla propria squadra, che le si manchi di rispetto, che ci dimentichi di quanto fatto finora in campionato (0 sconfitte): quando qualcosa va storto o non funziona, è giusto dirlo ed è altrettanto sacrosanto discuterne, anziché provarne fastidio o irritazione. Dopo un 3-1 trasformatosi in 3-3 ci sta, eccome se ci sta! Così come dopo una non preventiva uscita prematura dalla Coppa Italia.

A chi ha dato fastidio, e sono parecchi, ha preferito trasferire la discussione dal campo alla sala trofei. Enumerando i 7 scudetti consecutivi vinti, le 4 Coppe Italia, pure le finali di Champions (perse) e, buon ultima, anche la recente Supercoppa italiana. Un palmares utilizzato per silenziare ogni tentativo di critica.

La stessa tattica usata da interisti e milanisti in queste annate di loro obiettive difficoltà: i primi si aggrappano al Triplete, i cugini alle 7 Champions. Preferiscono trincerarsi nel passato anziché affrontare la magra realtà. Sabato scorso tanti juventini hanno fatto uguale.

Eppoi c’è chi ha voluto emulare il mitico Galliani. Cosa faceva il geometra quando il suo Milan perdeva o pareggiava malamente una partita? Si aggrappava ad assurde statistiche: siamo la squadra che ha fatto più punti nelle ultime 10 giornate, quella che realizza più gol nei 2° tempi, che ha il numero più alto di clean sheet tra la 15° e la 25° giornata etc.

Ecco, gli juventini più insofferenti alle critiche, hanno tirato fuori la storia che la Juventus è l’unica squadra ancora imbattuta di tutti i principali campionati europei. Senza dubbio un motivo di vanto, chi lo nega, ma che – personalmente – non mi ha diminuito l’incazzattura per il pareggio interno col Parma. In tutta franchezza, se il PSG perde la sua prima partita in Ligue 1 col Lione, oppure il Bayern le prende dal Leverkusen, il Barcellona pareggia in casa col Valencia e l’Atletico Madrid (nostro prossimo avversario in Champions) viene sconfitto dal Betis, al sottoscritto importa zero.

Ma poi, non sono proprio gli juventini quelli del “vincere è l’unica cosa che conta”?  Vale sempre, o se il PSG perde va bene anche fare 3-3 col Parma in casa?

@MarcelloChirico