Doveva essere il suo Mondiale, almeno dal punto di vista delle attese del pubblico di casa, e l’inizio le ha rispettate appieno: Aleksandr Golovin fra i migliori in campo nel match d’esordio di Russia 2018. Croce e delizia per la Juventus, che quel ragazzo nato in Siberia e lanciato in Nazionale da Fabio Capello lo segue da tempo. L’interesse è diventato sempre più concreto, con i contatti vivi con gli intermediari che hanno fatto seguito ai tanti riscontri positivi da parte degli osservatori bianconeri. Oggi il ragazzino chiamato sarcasticamente “pollo” dai compagni di squadra (per il fisico mingherlino) sembra avere le spalle più larghe che mai. Due assist e un gol come biglietto da visita in un test certamente non probante ma di fondamentale importanza contro la “Cenerentola” Arabia Saudita: parabola per la testa di Gazinskiy e replay per Dzyuba, prima della punizione vincente del 5-0. Come a dire che no, quei paragoni con Miralem Pjanic non sono completamente inventati. C’è poi quel carattere da limare, quella tendenza a perdersi in dribbling superflui e l’inesperienza che porta ad esempio all’inutile ammonizione per fallo su Hawsawi. Ma la qualità c’è tutta, e la Juve ha imparato a conoscerla e apprezzarla.

PREZZO DA ZAR Croce e delizia, dicevamo: sì, perché mentre Golovin scatena gli applausi del proprio popolo allo Stadio Lužniki, il CSKA Mosca è pronto a battere cassa. La valutazione di base del club russo aveva già raggiunto 25 milioni e, al termine del Mondiale, la richiesta sembra destinata a salire. I bianconeri sono fermi a 15 milioni più bonus, con la distanza che appare tutt’altro che semplice da colmare. La priorità di Marotta rimane allora quella di sfoltire un centrocampo ricco di profili in partenza: da Sturaro a Marchisio, in attesa di conoscere la decisione definitiva di Khedira. La certezza è che in mezzo al viavai della mediana dei campioni d’Italia sia spuntato un piccolo zar di nome Golovin.

QUI LE PAROLE DI GOLOVIN DOPO LA PARTITA SULL'INTERESSE DELLA JUVENTUS E DYBALA.

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