Paulo non se lo aspettava. Si è fidato, ci ha creduto, ha sorriso quando gli hanno whatsappato più di un mese fa il video delle parole di Maurizio Sarri alla prima conferenza in bianconero: "Riparto dai giocatori di qualità, costruisco attorno a loro, come Dybala". Si è sentito al sicuro, protetto da un allenatore diverso perché l'argentino pensava davvero di lasciare la Juventus per colpa del suo rapporto con Max Allegri, ormai deteriorato da mesi fino a diventare ingestibile.

LE CONFESSIONI DI PAULO - Dybala era convinto di lasciare Torino fino a maggio, quando ha fiutato la possibilità che l'allenatore andasse via. Detto, fatto. Credeva ruotasse tutto attorno a quello anche quando la dirigenza lo ha rassicurato in pubblico e in privato dai primi mesi estivi. Ma il mercato prende strade impreviste e imprevedibili, Dybala si è ritrovato in vendita con la Juve a spingere a duemila per fargli accettare il Manchester United. Lo ha raccontato con amarezza totale agli amici di sempre che ieri ha salutato a Laguna Larga prima di volare in Europa: si è sentito tradito, pensava di tornare per la sfida del falso nueve e la voglia di riprendersi la Juve cui è legatissimo. Mirava a tornare capitano se ce ne fosse stata l'occasione, non di certo a sedersi a un tavolo col Manchester United in un campionato dove non è sicuro di trovarsi a proprio agio. Paulo tratta, è forzato, pensa, ripensa, ha rimorsi. Di certo è deluso. Ma ci tiene a dirlo proprio a tutti: vuole essere artefice del proprio destino, la Juve lo sa. Tradotto, un contratto irrinunciabile o tutto può succedere dalle parti di Old Trafford. 

Fabrizio Romano, per Calciomercato.com