Paulo Dybala si aggrega a Common Goal, il progetto lanciato da Juan Mata che permette ai calciatori di donare l'1% dello stipendio per un fondo collettivo di beneficienza. "Ho fatto donazioni anche in precedenza - dichiara La Joya al The Guardian -, ma sempre in modo anonimo perché l'obiettivo non è avere pubblicità ma aiutare coloro che hanno bisogno. Credo che essere parte di questa iniziativa, essere parte di queste 159 persone che lavorano assieme è importante in modo diverso. Siamo un gruppo e vogliamo lavorare come una squadra, con solidarietà, con persone meno fortunate di noi".

AIUTO - Le donazioni di Dybala serviranno ad aiutare persone in Argentina, Israele, Palestina, Pakistan, India e Ruanda: "L'ho deciso con la mia famiglia e le persone con cui lavoro. Mia madre sarà coinvolta in questo. Per lei questo è un progetto molto interessante, mi dice sempre che aiutare le persone è qualcosa che devo fare e rispetto ovviamente la sua opinione".

CAMBIARE - "A volte guardo la società e vedo cose che vorrei cambiare. Sembra ridicolo ma mi piacerebbe cambiare il mondo anche poco. La verità è che ogni calciatore ha armi potenti a disposizione. Per qualsiasi ragione, le persone danno più attenzione ai giocatori che non a presidenti o primi ministri. Dobbiamo usare questo potere per dare messaggi positivi ed essere modelli forti. Credo che se tutti nel calcio ci mettessimo assieme potremmo raggiungere così tanto ed aiutare le persone in difficoltà e rendere possibili le ambizioni di tanti bambini. Il calcio è la mia passione, è stato la mia vita da quando ho tre anni".

AMICI - "Conosco tante persone, amici, che ci sono andati vicini ma il calcio è come la vita. Non dipende solo da cosa fai ma anche da chi lo vede e cosa pensano di ciò che fai. Hai bisogno anche di fortuna lungo la via. Tanti miei amici non ce l'hanno mai fatta e si sono trovati persi, non sapendo cosa fare e dove andare".

Ho avuto la fortuna di arrivare fino a qua ma se non fosse accaduto non so cosa avrei fatto. Continuo a pensarci. Tante persone sognano di entrare nel calcio e non imparano nient'altro e non conoscono i tanti percorsi alternativi che possono esserci. L'educazione è un'arma potente per dare alle persone una mano. Una volta che una persona ha un'educazione c'è tanto che può fare. Il calcio può aiutare anche in questo, dare educazione ed un futuro e vivere una vita piena".

FUTURO - "Spero di avere più tempo per stare con la mia famiglia ma anche per aiutare gli altri. Può essere dura mantenere concentrazione e ambizione ma ogni vittoria è speciale. Credo sia la cosa più importante, mi piace vincere, i miei compagni amano vincere, ma è il desiderio che ci rende vincenti. Aiuta avere i calciatori più forti al mondo in ogni posizione. Siamo fieri di noi, vincere 9 titoli di fila è incredibile, pensiamo già al decimo".

CHAMPIONS - "Ora dobbiamo pensare alla Champions. E' stata una stagione già molto lunga. La prima partita contro il Lione cinque mesi fa e sono accadute tante cose nel mezzo, sappiamo cosa possiamo raggiungere. Sarà strano giocare la Champions senza tifosi e una sola partita ma prima dobbiamo vincere a Torino. Per ora è tutto quello che conta".