Ieri sera, al minuto 60 del derby, Maurizio Sarri è riuscito a fare contemporaneamente una cosa giusta e una sbagliata dando l’impressione, già avuta altre volte, di essere un eccellente tecnico però poco incline verso la psicologia. Perfetta la scelta di mandare in campo Gonzalo Higuain proprio come accadeva nella Juventus con Josè Altafini. Discutibilissima la decisione di fare uscire dal terreno di gioco Paulo Dybala il quale, scuotendo la testa, ha dimostrato di non gradire l’esclusione da una gara così importante.

Per alcuni osservatori, ora si profila una nuova “grana” in casa bianconera provocata da un dualismo tra campioni di differente età anagrafica ma di assoluto peso specifico. Un nodo che occorrerebbe sciogliere fin da subito perché farebbe molto male alla squadra e soprattutto perché non ha motivo di esistere. Tra Dybala e Higuain non deve e non può esserci competizione. Entrambi, nei ispettivi ruoli e per le specifiche competenze, rappresentano le colonne fondamentali per il cammino della Juventus in Italia e in Europa.

E’ vero che Higuain, ieri sera, pur non avendo segnato, ha dipinto quel meraviglioso assist con il quale De Ligt ha realizzato la rete che ha permesso ai bianconeri di vincere il derby. Ed è  proprio ciò che ci si attendeva dal campione argentino, vecchietto ma non invecchiato. Però è altrettanto vero, oltre ogni ragionevole dubbio che Dybala fino al momento della sostituzione si era comportato in maniera assolutamente eccellente e tale da non giustificare una sua uscita anzitempo dalla scena.

Maurizio Sarri, fedele alla sua personalità, ha una visione piuttosto rigida rispetto agli schemi tattici e strategici studiati a tavolino. Uno di questi non prevede che la sua Juventus possa giocare con la coppia Ronaldo-Higuain in attacco e con Dybala nel ruolo di trequartista avanzato. Difficile che qualcuno possa far cambiare idea al tecnico bianconero il quale, però e da persona intelligente qual è, dovrebbe ammorbidire un poco il suo “calcio pensiero” e badare anche agli aspetti psicologici che sono egualmente importanti.

Dybala, dopo aver vissuto una stagione di buio sempre più pesto lo scorso campionato, sembra aver finalmente ritrovato se stesso. Non sarà ancora il prezioso folletto “similsivoriano” di quando era arrivato da Palermo, ma neppure quel fantasma che vagava per il campo senza più incidere minimamente nella Juventus di Allegri. Partecipa alla manovra con totale dedizione e soprattutto con quella gioia dipinta sul viso che era andata esaurendosi negli ultimi due anni. Una dimostrazione di maturità finalmente consolidata. Farlo ripiombare nel buio del dubbio sarebbe un autentico delitto che Sarri, in primis, deve evitare venga commesso.