Tenetevi pronti. So che a tantissimi tifosi juventini secca affrontare l’argomento, ma a fine stagione il tema Dybala sarò oggetto di approfondita discussione. Sia nel caso in cui restasse in panchina Massimiliano Allegri (e non va escluso a priori, perché ha un contratto fino al 2020) sia in quello in cui dovesse arrivare un nuovo allenatore. E in quella sede si deciderà se tenerlo, oppure no.

Al di là delle carezze ricevute nelle ultime 24 ore, prima da Nedved (“Noi i supereroi ce li teniamo”) e poi dal Mister (“E’ un ragazzo intelligente, ha chiesto scusa”), l’argentino sarà oggetto di opportune valutazioni. Perché alla Juve saranno pure contenti di lui, come ha confermato il vicepresidente (“Ha segnato meno ma giocato meglio”) e Allegri gli avrà pure perdonato qualche reazione di troppo, questo non significa che alla Continassa il tema non si sia già posto. Considerando soprattutto i numeri stagionali prodotti finora dalla Joya: 7 gol e 6 assist in 27 presenze (non tutte da 90 minuti). Poca roba, per uno del suo livello e con quel contratto (7 milioni) .

Ai tanti che rimproverano all’allenatore di farlo giocare troppo lontano dall’area, in una posizione non confacente alle caratteristiche del giocatore (trequartista anziché seconda punta) tale da sminuirne la pericolosità sotto porta, Allegri ha risposto nell’ultima conferenza stampa: “Gioca nello stesso posto di prima, tocca gli stessi palloni. E’ lì, vicino all’area di rigore, mica gli dico di fare il terzino!”. Ed ha aggiunto un particolare non trascurabile: quest’anno c’è Cristiano Ronaldo, che ha caratteristiche diverse. L’arrivo del marziano ha rivoluzionato l’intera fase offensiva della Juventus, spostando Mandzukic dentro l’area di rigore e Dybala a svariare sulla trequarti, dove “inizia l’azione e la chiude”, ha specificato sempre Allegri. Però i numeri documentano altro, e sono quelli di un giocatore che ha smarrito le sue qualità da attaccante e fa maggiore difficoltà ad inquadrare la porta. Gli è più facile vedere i compagni e servirli, meno dialogare con loro e presentarsi in zona-gol.

E se Dybala non fa più il Dybala, varrà la pena tenerlo ancora?

Finora alla Juve Paulo è stato allenato solo da Allegri, e il pensiero di tanti è che magari, con un altro tecnico, potrebbe sentirsi meno vincolato da gabbie tattiche e tornare a far sfoggio del proprio talento. “Alla gente piace riempirsi la bocca, e io mi diverto. Ma mandare giocatori in campo come missili sulla Luna, non va bene” la replica del mister, convinto invece di sfruttare al meglio Dybala, come tutti gli altri.

Sarà pure una coincidenza, ma il club sta perlustrando il mercato e concentrando le proprie attenzioni su alcuni numeri 10, sugli omologhi di Dybala presenti negli altri campionati. Due in particolare: James Rodriguez e Isco. Il primo un 10 con spiccate attitudini offensive, il secondo un trequartista puro, forse il migliore attualmente in circolazione. Il colombiano, stessa scuderia di CR7 (Jorge Mendes) viene sponsorizzato proprio da Ronaldo (altro caso?), lo spagnolo è da sempre uno dei pallini di Allegri. Entrambi, al momento, trovano poco spazio nelle loro squadre e sono scontenti. Così come non sembra essere proprio felicissimo Dybala, e l’ultima sua nervosa reazione nella gara col Parma è la spia di un malessere covato finora sottotraccia.

La domanda da porre dovrebbe essere questa: ma Dybala è contento di quello che sta facendo alla Juve, tanto quanto Nedved dice di esserlo dell’attuale rendimento dell’argentino? E la dirigenza, così come l’allenatore, sono realmente soddisfatti del proprio Supereroe, oppure iniziano a dubitare dei suoi super-poteri? Il fatto che Marotta, uno che conosce molto bene Paulo, abbia iniziato a muovere i primi passi per provare a portarlo all’Inter significa che qualcosa ha captato. I prossimi mesi ci chiariranno molte cose, e ci aiuteranno a capire meglio se il futuro di Dybala continuerà ad essere bianconero, come tanti tifosi juventini sperano.