Forse era solo questione di tempo. Perché con così tante stelle, una panchina in più o in meno, una sostituzione in più o in meno, prima o poi qualche “vaffa” sarebbe venuto fuori. E a Roma, la parolina di troppo è arrivata in direzione Maurizio Sarri. A vestire i panni della primadonna è stato Paulo Dybala, non nuovo a questo tipo di reazioni dopo una decisione sgradita da parte del suo allenatore. Recidivo con Max Allegri, sempre rimesso al suo posto senza troppi giri di parole, ora il numero dieci argentino ha sbottato anche nei confronti di Sarri. Che però non può dire nulla, almeno pubblicamente. D’altronde ancora troppo fresco è l’episodio legato a Cristiano Ronaldo. Punire o rimproverare Dybala aumenterebbe ulteriormente il gap tra la gestione di CR7 e tutti gli altri.

TUTTO OK - Era normale la reazione di Ronaldo, anche condizionato dal problema al ginocchio. Insomma tutelato e giustificato, da tutti. Nessuna scusa, perché non ce ne sarebbe stato bisogno. E ora con Dybala, ma pure con chiunque dovesse reagire male a una sostituzione, non si può che continuare a fare buon viso a cattiva sorte. “Non me ne frega niente”, ha commentato a caldo Sarri. Molto più diplomatico che comandante in questo caso. Era nell’aria in fondo il malumore di Dybala, anticipato dal tweet polemico di suo fratello Gustavo anche dopo il cambio subito col Cagliari. Eppure diventa complicato credere che sia così indifferente a una reazione del genere, ma le mani insomma sembrano legate. Almeno pubblicamente. Così in conferenza stampa viene fuori una curiosa proposta da parte del tecnico bianconero, a metà strada tra la richiesta d’aiuto e la provocazione. Più o meno suona così: la colpa è anche dei giornalisti, che dovrebbero massacrare questi atteggiamenti, invece di giustificarli. Bella mossa. Che poi quando si stigmatizzano queste reazioni, poi viene fuori che son cose normali. Ma il gioco delle parti è anche questo. D’altronde avere Cristiano Ronaldo genera mille effetti, quasi tutti positivi. In questo caso, averlo coccolato e giustificato dopo il cambio col Milan con annessa reazione polemica, sembra quasi autorizzare anche altri (che CR7 non sono) a comportarsi in maniera simile. Ma se a Sarri frega niente...