Gigio Donnarumma, dopo che il tira e molla col Milan sembrava preludere a un trasferimento alla Juventus, sembra ora avvicinarsi a vele spiegate verso il Paris Saint-Germain, in grado di offrirgli i 12 milioni di stipendio annuo richiesti da lui e dal super procuratore Mino Raiola.

Chi scrive è convinto che il mancato arrivo dell'ottimo e giovane portiere della Nazionale italiana, ormai rossonero solo formalmente, non sia affatto una brutta notizia. Senza voler entrare troppo nel merito del valore in sé di Donnarumma (chi gli dà del sopravvalutato forse è influenzato da altri aspetti legati alla sua "condotta contrattuale") facciamo notare due aspetti.

IL TITOLARE - Wojciech Szczesny è un ottimo portiere. Alcuni gol di troppo subiti ultimamente a causa anche di una difesa molto meno sicura del passato, oltre alla spada di Damocle di un paragone più che ingombrante come quello con Gigi Buffon, gli hanno causato critiche quantomeno eccessive. Il polacco è un giocatore sopra la media nel suo ruolo, perfettamente in grado, con una squadra funzionante, di garantire quella solidità di cui ha bisogno la porta e l'area di una squadra come la Juve.

QUESTIONE DI PRIORITÀ - Anche volendo ammettere, però, che potrebbe valer la pena vendere un 31enne Szczesny e fare il sacrificio d'ingaggio per assicurarsi le prestazioni del 22enne Donnarumma, c'è da fare una valutazione globale sulle esigenze della Juve. Con almeno un paio se non tre giocatori di sicuro livello da acquistare per rendere davvero competitivo l'organico a disposizione di Allegri, in un periodo di difficoltà economica generale, val davvero la pena di fare uno sforzo finanziario e di tempo per completare una trattativa col tandem Donnarumma-Raiola e liberarsi di Szczesny?

P.S. - Se invece Donnarumma dovesse venire solo in prestito alla Juventus una volta trasferitosi al PSG, anche lì c'è da chiedersi il senso: perché ritrovarsi di nuovo l'anno prossimo a dover prendere un portiere titolare?