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Svolta... in difesa? La Juve riparte da vecchie certezze, a caccia di una solidità che Max Allegri ha sempre portato come punto forte del suo progetto. Organizzazione difensiva prima, poi tattica e sistema offensivo, a cui aggiungere la fantasia dei singoli. Ecco, su questa base e sul fatto che alla lunga siano le migliori difese a far la differenza in una stagione ricca di appuntamenti si fonda quindi la nuova Juve, quella che prova a ritrovarsi partita dopo partita, combattendo con le problematiche di una rosa spesso smarrita e persa nei suoi cronici errori. Ma la Juve, nonostante tutto, non ha smesso di cullare i sogni di rimonta, sicuramente per la zona Champions, con un occhio che guarda anche oltre.

IN DIFESA - A supportare il tutto, come detto, c'è la fase difensiva bianconera. Una sorpresa, per molti motivi. Il primo: i cambiamenti, la Juve ha infatti perso due difensori top come Chiellini e De Ligt, sostituendoli con Bremer e Gatti (che fin qui ha giocato pochissimo), e ricostruendo un reparto che ha dimostrato, oggi e in passato, di avere carenze sulle fasce e molto ancora da aggiustare, secondo nodo. Il terzo: le incertezze e la sensazione di poter prendere gol in ogni occasione palesata più volte, soprattutto nel mese di settembre, e che ogni tanto ritorna. Ma nonostante questo oggi soltanto Lazio (5) e Atalanta (6) hanno incassato meno reti della squadra di Allegri (7) che ha anche una gara in più. Nella gara contro l’Empoli è arrivato il sesto clean sheet dell'anno, primato condiviso con la Lazio di Sarri. Numeri lusinghieri, nonostante l’attuale classifica, che danno fiducia per il futuro, specialmente se si paragonano a quelli degli ultimi anni, vincenti e non. 

CREDERE - La Juventus, all’undicesimo turno di campionato, non aveva così poche reti subite addirittura dal 2014: l'epoca del primo Allegri, quando furono appena 4. Un anno fa, invece, addirittura 15. E con Pirlo? 9. Mentre con Sarri, nell'ultimo scudetto, 8. Sempre 8 l'anno prima con Allegri, e 10 nell'anno della straordinaria rimonta scudetto iniziata dopo il ko contro il Sassuolo. Nel 2014, l'anno migliore, la Juve fece 15 punti nei primi 5 turni senza subire gol, poi ne incassò 4 fino a questo stesso punto della stagione. Ecco, i punti fatti erano decisamente di più, ma intanto qualche certezza torna, almeno da punto di vista della difesa. Più equilibrio e un tandem Szczesny-Perin che sicuramente aiuta a credere nella rimonta. Con un po' di attenzione, però, perché la differenza con la Champions League evidenzia un sistema da consolidare: in Europa, infatti, il rendimento è ben diverso e dice sempre 7 gol subiti, ma in 4 gare e con il solo Maccabi alle spalle come squadra più colpita nel girone. Psg (4) e Benfica (3) sono ancora lontane, ma applicando lo stesso rigore difensivo nelle ultime due partite, forse, la Juve può ancora sperare anche nella qualificazione.