Marco Didu, tecnico del Chieri, ha parlato in esclusiva a IlBianconero.com dell'amichevole di ieri con la Juventus. 

Mister, com'è nata l'opportunità di giocare con la Juve?
La nostra società è affiliata, c'è un ottimo rapporto tra le parti. Vista la pausa, la Juve cercava una squadra "soft" per mettere minuti nelle gambe a determinati giocatori. Ci hanno contattato e siamo stati ben lieti di giocare. 

Che Juve ha trovato?
Una Juve forte. Queste sono le partite che le squadre inferiori devono preparare solo dal punto di vista difensivo. Le dirò: abbiamo fatto bene, ma la differenza tra i giocatori chiaramente è stata notevole. La velocità di pensiero, i movimenti di palla: tutto diverso. Queste gare servono anche a noi per capire l'importanza delle categorie, di migliorarsi. I giovani hanno qualità importanti e hanno visto tanti ragazzi che magari sono partiti dalle serie inferiori e sono arrivati lì. Lì alla Juve. Fa capire quanto contino certi atteggiamenti. 

Dal punto di vista atletico?
Ho rivisto Arthur: è un giocatore che ha grandi qualità, un meraviglioso palleggio. Ha toccato tante volte la palla. Dei giocatori offensivi mi ha impressionato Kean per la forza fisica: credo che negli anni sia cresciuto tanto e ha ancora ampi margini. Altri giocatori? Bernardeschi, De Sciglio... ma parliamo di ragazzi affermati a grandi livelli, hanno disputato una partita di qualità.

Può svelarci qualche indicazione da parte di Allegri che può tornare utile per leggere la partita con la Roma?
Guardi, è arrivato relativamente poco. E' stata una partita solo per mettere minutaggio, si cercava di creare trame offensive interessanti. Dopo 45' si sono soffermati sugli sviluppi dell'azione d'attacco, preparando così la partita con la Roma. Le richieste? Erano di tenere i due terzini molto alti; De Sciglio ha crossato tanto e bene, e cercava l'ampiezza con terzini ed esterni. C'è un giocatore che poi mi ha impressionato.

Quale?
Soulé. Un giocatore che avevo già visto giocare: è forte, ha qualità, ha spunto. Una grande forza nell'uno contro uno. Ha giocato sulla catena di destra, e rientrando sul mancino si è trovato molto bene. Credo che se continuerà a crescere così, ce lo ritroveremo ad alto livello. 

E' vero che assomiglia a Dybala?
Le movenze, la conduzione della palla, le sterzate: il modo di giocare è quello. A differenza di Kulusevski che ha le stesse caratteristiche, ma forse più fisicità.

Come mai non si è imposto alla Juve, lo svedese?
Kulusevski è un giocatore che nel calcio moderno può fare molto bene. Ha una struttura fisica importante. Ha piede, ha velocità. Secondo me potrebbe patire un po' quanto accaduto nelle annate precedenti: se ha più campo da attaccare, riesce a sfruttare lo strappo. Magari nella metà campo avversaria, dovrebbe sbagliare meno e dialogare di più con i compagni. Come piace fare a Dybala e Morata. Le caratteristiche sue però servono e serviranno. Penso anche a Chiesa: con tanto campo da attaccare può cambiare la squadra. 

Ha visto Arthur dal vivo: si è ripreso per lei dall'infortunio?
Non so, forse contro la Roma... non so se lo rischierei. A me piace tantissimo, deve cambiare modo di pensare il calcio che ha fatto negli anni precedenti a Barcellona. In italia serve più verticalità, guardi Locatelli: gli piace imbucare, trovare il compagno davanti. Arthur rischia meno, quasi non vuole fare errori. Ma se cambia leggermente il suo modo di pensare, può diventare uno dei migliori centrocampisti in Italia. 

De Ligt ha fatto penare i suoi attaccanti?
Credo di aver visto raramente un giocatore con questa forza fisica. Forse è la più imponente che abbia mai osservato su un campo di calcio. Non solo questa potenza, ma anche tanta velocità. Quest'abbinamento lo vedi poche volte. E mi porta al calcio degli anni Novanta: ho fatto il settore giovanile alla Juve, vedevo e mi piaceva tantissimo Julio Cesar. Per forza, velocità, strapotere fisico mi ricorda lui. Una mole di massa muscolare importantissima, poi abbinata a velocità e letture pazzesche.

Che giornata è stata per i suoi ragazzi?
Per i ragazzi è stata una giornata bella, che ti ricorderai sempre. Contro questi giocatori qui, in una delle migliori squadre al mondo, per forza l'emozione rimane dentro. E ti fa capire la cura maniacale di questi giocatori per restare ad alti livelli ed allenarsi in un determinato modo. Tutti devono farlo nel piccolo, rapportato alla categoria e all'ambiente. Più si alza di livello, più si capisce la professionalità. Credo che i ragazzi l'abbiano notato.