Non è stato semplice l’impatto con il mondo Juve per Matthijs De Ligt. L’olandese è stato il colpo dell’estate bianconera: per lui Paratici ha concluso con l’Ajax un’operazione da complessivi 85,5 milioni di euro. Tanti, per un ragazzo di neanche 20 anni. Ha le spalle larghe Matthjis, è vero, ma ambientarsi a un calcio nuovo, diverso per concetti e movimenti, intensità e avversari, è molto difficile. Per questo nelle idee di Sarri l’esordio da titolare sarebbe dovuto avvenire solo dopo la sosta per le nazionali di settembre. Invece, l’infortunio di Chiellini lo ha catapultato in campo dal 1’ minuto contro il Napoli. Una prestazione negativa, è indubbio, condita da due errori che per poco non costavano i 3 punti alla Juve. Tante le critiche piovutegli addosso, probabilmente ingenerose, per modalità e tempistiche. Poi il ritorno in nazionale, al fianco di van Dijk. Le due partite giocate con l’Olanda, contro Germania e Estonia, restituiscono un De Ligt diverso.

DECISIVO - Protagonista nel 4-2 rifilato ad Amburgo ai tedeschi, al netto di uno sfortunato tocco di mano, che ha concesso un rigore agli avversari. Per il resto la prova di De Ligt è stata nel complesso positiva, con poche sbavature. Con l’Estonia poi è stato decisivo. Un 4-0 tonante, in cui spicca un lancio “alla Bonucci” per Depay, in occasione del 3-0 degli Orange. Ermetico e primo architetto del gioco, le prestazioni di Matthijs sono state applaudite in patria. Sarri ritrova quindi un De Ligt rinato, con rinnovata fiducia ed entusiasmo. Una determinazione che sarà vitale per i prossimi impegni della Juve. Sabato c’è la Fiorentina, poi subito l’Atletico Madrid in Champions. Senza capitan Chiellini di tempo per ambientarsi ce n'è sempre meno: il processo di inserimento nel calcio italiano studiato ad agosto dal tecnico bianconero è stato bruciato dagli eventi. Dopo le prime incertezze, ora Matthijs deve prendersi la Juve.