Ne abbiamo dette e scritte tante sopra De Ligt e il suo avvio di campionato quantomeno singolare. Ci abbiamo anche scherzato su, eleggendo con gli amici nelle nostre chat private i meme più divertenti sui suoi falli di mano. Qualcuno a un certo punto si è addirittura spinto oltre, fino ad arrivare a mettere in dubbio la bontà dell’acquisto. I più raffinati si sono interrogati sulla compatibilità tra l’olandese e Bonucci, altri ancora sul livello perfettibile della loro intesa. Per tutti, in ogni caso, serviva Chiellini. In quanti infatti ci siamo appellati alla sempiterna legge non scritta, e pur tuttavia bianconerissima, della gradualità. Quella famosa fase di adattamento (che De Ligt di fatto ha saltato a piedi pari) da esorcizzare con un po’ di campo e un po’ di panchina, un po’ di panchina e un po’ di campo. Non è andata così. Ma non è andata nemmeno come crediamo di aver visto. La Juve è la miglior difesa del campionato, punto. Senza Chiellini.
      
QUALCHE DATO IN PIÙ- Ai 9 gol subìti finora bisogna toglierne 2, se vogliamo soppesare bene il contributo della coppia titolare Leonardo-Matthijs. Infatti contro Verona e Genoa l’ex Ajax sedeva alla sinistra di Sarri. Dei rimanenti 7 gol, soltanto 3 non provengono da un rigore o da una palla inattiva, ovvero da quelle due situazioni cadute principalmente sotto la lente mediatica. Ebbene, in questi 3 casi, in questi 3 gol subìti su azione, De Ligt si è macchiato di una colpa solo all’inizio, sul gol di Lozano alla seconda di campionato. Forse allora non abbiamo osservato bene, ad esempio, come domina negli uno contro uno. Prendiamo un dribblomane: Chiesa.



Alla solita, prevedibile finta dell’attaccante viola, l’olandese non abbocca. Anzi..



..lo mena pure, scaraventandolo via in un sol colpo. Avete notato quant’è difficile superare De Ligt?



RUVIDO COME CHIELLO- Su una palla ancora non addomesticata, su una tipica contesa, specialmente se il campo si restringe verso l’out, De Ligt entra con una determinazione che talvolta pare addirittura eccessiva, sproporzionata. Una decisione che ricorda l’autorevolezza ruvida di Chiellini, o per lo meno ne fa le veci, se vogliamo.



Su questo lungo linea di Lirola per Chiesa, De Ligt arriva a valanga e spazza via di nuovo il povero attaccante viola, e con lui la minaccia di una pericolosa ripartenza. 



LETTURE PERSONALI – Le qualità atletiche e temperamentali di questo ragazzone sono tante, da  consentirgli di effettuare riaggressioni individuali notevoli, talvolta persino spregiudicate. Come ad esempio questo splendido disinnesco di una transizione della Spal.  



Mentre la difesa scappa, lui l’abbandona in riaggressione, vedendo davanti a sé un giocatore avversario solo tra le linee ma troppo rigidamente di spalle.



Il suo coraggio qui trasforma la rincorsa dei due centrocampisti bianconeri in qualcos’altro: adesso è gegenpressing. Notate inoltre la conformazione ‘uno-tre’ assunta momentaneamente dalla linea dei quattro difensori della Juve. 



INTESA BONUCCI-DE LIGT – Nelle ultime due partite i bianconeri non hanno preso gol. In situazioni specifiche, si sono viste sempre più nitide le cosiddette ‘diagonali negative’. Eccone una contro il Torino operante tra i due centrali.



Mentre De Ligt si preoccupa di presidiare ‘il corto’ (guardate come gira la testa verso il riferimento spaziale), Bonucci segue dietro ma non piatto all’olandese, alla medesima altezza, bensì osservando la ‘diagonale negativa’. Sono i dettami della Zona di Sarri applicati quasi alla perfezione.



Belotti è destro, sicché non tira, anche perché De Ligt gli ha chiuso ormai la parte ‘debole’ dello specchio. E Bonucci, esperto e forte negli intercetti, prevedendo il rimorchio di Meité, esce in chiusura sullo scarico dietro del centravanti. Che bella collaborazione di reparto! Sfruttando il posizionamento lungo la diagonale negativa, Bonucci arriverà in tempo per ostacolare il tiro del centrocampista del Toro.



Per finire, un’immagine ancora più esemplificativa e didattica: durante Juve-Milan, su un pallone finito vicino al corner, i tre difensori bianconeri rimasti in area si schierano a Zona secondo il medesimo principio. Eccola splendere come una costellazione piovuta sul manto verde dell’Allianz Stadium: la diagonale negativa della Juve di Sarri, in tutto il suo rigore.