Uno è troppo caro, De Ligt. L’altro è troppo vecchio, Chiellini, e deve essere impiegato con grande cautela (anche se alla fine resta il migliore). Il terzo, Bonucci, si sta pian piano avvicinando pure lui a un’età in cui il calo atletico è inevitabile. Così la difesa bunker della Juve non è più tale, anzi incassa valanghe di gol: 10 nelle prime 6 giornate di campionato, un’enormità soprattutto per chi ha sempre costruito le proprie vittorie sulla solidità della retroguardia. Il dato è così allarmante da diventare quasi storico: da 33 anni (stagione 1988-89) i bianconeri non cominciavano con un bilancio così negativo in fatto di reti subite. Non solo: l’ultima volta che hanno chiuso una partita di campionato senza gol al passivo risale addirittura al 2 marzo, quando la squadra di Pirlo superò 3-0 lo Spezia in casa. Sabato, giorno in cui affronteranno il Torino nel derby, saranno passati 7 mesi esatti da quel giorno. Se Szczesny dovesse prendere almeno una rete dai granata, le gare consecutive senza clean sheet diventerebbero 21, eguagliando quanto capitato nel 1955 e mai più successo in seguito.

Sorprende che la difesa della Juve non abbia riacquistato stabilità nemmeno con Allegri, uno che ha sempre avuto la capacità di creare squadre magari non belle ma certamente solide, concrete, quasi imperforabili. E’ evidente che anche lui sta incontrando più problemi di quanto fosse immaginabile nella ricostruzione della squadra; probabilmente ha ritenuto di poter incidere in modo agevole, invece si è reso conto che le difficoltà di Pirlo non erano dovute soltanto all’inesperienza dell’allenatore.

Da troppo tempo esprimiamo le nostre perplessità sulla consistenza del centrocampo della Juve. E certamente i gol incassati dipendono anche, se non soprattutto, da questa: una formazione senza equilibrio tattico e senza filtro sulla mediana si espone alle scorribande avversarie. Attenzione però a non sottovalutare il rendimento inadeguato dei difensori. A cominciare da Szczesny, ovviamente, protagonista di troppe disattenzioni in avvio di campionato. Ma anche contro lo Spezia, senza errori del polacco, e contro la Sampdoria, con Perin che non ha sbagliato, la Juve nel reparto arretrato è crollata, incassando due reti a gara. Ci restano negli occhi la goffa rincorsa di Bonucci dietro Antiste e alcuni inquietanti interventi di De Ligt. Che è costato 80 milioni e ne guadagna 12 netti a stagione, ma finora non ha dimostrato di valere quanto certe cifre dovrebbero far pensare.

@steagresti