E' di nuovo ottobre e non ce ne siamo accorti. Chiaramente, lasciateci la provocazione. Perché se è vero - com'è vero - che il giro del mondo è soltanto un circolo vizioso che si ripete, a ribadirli certi vizi ci ha pensato pure il Napoli. Sfortunato nel ritrovare l'incubo Covid con Fabian Ruiz, ma allo stesso tempo già oltre le proprie provocazioni. 

Qualche giorno fa, De Laurentiis aveva ipotizzato la possibilità di rimandare in estate la finale di Supercoppa. O meglio: l'ha concretamente richiesto. De Siervo, AD della Lega Serie A, ha nicchiato e relegato il tentativo a una piccola provocazione. Non c'erano motivi per farli, se non di natura economici e quindi legati a un tentativo di beneficenza. Oggi? Oggi la situazione è cambiata: gli azzurri, che seguiranno il protocollo, rischiano di avere ulteriori positività. Come capitato alla Juventus. Come capitato al Milan. Come capitato all'Inter. Come capitato a tutti. Solo che per loro è diverso, sempre diverso. Così diverso da aver creato un precedente pericolosissimo, che stavolta davvero mette in serissimo rischio la stagione. Se ADL volesse ammazzare il calcio italiano, potrebbe farlo. 

Del resto, l'ha fatto quando sembrava impossibile. Dopo due gradi di giustizia sportiva, ha tirato fuori le unghie e gli avvocati, ribaltando sentenze così dettagliate da crearsi lo 'scampo' che non sembrava avere. Da padre, padrone e pure onnipotente. Ecco perché oggi è in serio pericolo il prosieguo del calcio in Italia, ecco perché - almeno stavolta - qualcuno dovrebbe imporsi e chiedere buonsenso a prescindere. Ha la volontà di rinviare e ora anche una scusa formale: per una volta, ADL farà un interesse che non sia esclusivamente il suo?