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Una serata magica, ricca di Joya. Paulo Dybala contro lo Zenit si è preso la Juve: l'ha caricata sulle sue spalle e portata alla vittoria, scavalcando anche alcuni mostri sacri nelle classifiche dei migliori di sempre. Il primo Platini, superato nei gol e omaggiato con l'esultanza, poi, Charles e anche Inzaghi, sorpassato nei gol in Champions, dove attualmente c'è un David Trezeguet posto appena una rete più in su. Ma non solo: Dybala sta diventando leader di una squadra che ora più che mai ha un disperato bisogno di lui.

DUE RETROSCENA - La Gazzetta dello Sport, racconta due retroscena delle scorse ore, tra ritiro e campo, che spiegano bene il suo ruolo, così come quello di altri giocatori: "Il modo risoluto in cui ha fatto capire a Federico Chiesa — avvicinatosi dopo il primo penalty sbagliato con lo Zenit per chiedergli se si sentisse di calciare ancora — che non avrebbe lasciato ad altri quella responsabilità, anche a costo di fallire ancora, è uno degli indizi del suo nuovo status. Nessuno ha mai discusso il suo talento, qualcuno però negli anni ha avanzato dubbi sulla sua personalità. Paulo la sta tirando fuori partita dopo partita, nel corso di una metamorfosi iniziata con l’addio di Cristiano Ronaldo". E non solo: contro lo Zenit è la stata la serata della sua maturità, soprattutto per come ha aiutato la squadra a ritrovare fiducia e aggressività, anche nei giorni successivi alle sconfitte con Sassuolo e Verona. In ritiro, infatti, "Danilo e Dybala, insieme ai soliti Bonucci e Chiellini, si sono accollati l’onere di parlare coi compagni, soprattutto i più giovani, per motivarli. Paulo ha provato a lavorare sulla testa degli altri così come ha fatto sulla sua in questi anni, senza l’aiuto di un mental coach, ma solo della famiglia e del suo staff".