Per raccontare la storia del protagonista del BN Youth di questa settimana occorre partire dalla fine; più precisamente dal minuto 81’ della sfida del campionato Primavera tra Juventus e Roma, l’ultima giocata prima dello stop al campionato dovuto all’emergenza sanitaria in corso. L’arbitro fischia un calcio di punizione dal limite e a posizionare il pallone sulla mattonella si presenta Matias Soulé, trequartista argentino classe 2003 arrivato a Torino nella sessione di mercato di gennaio. La traiettoria imposta al pallone col mancino scavalca di poco la barriera e con forza raggiunge l’angolo basso della rete, nulla da fare per il portiere. Un gesto tecnico tutt’altro che banale e che svela le qualità di un calciatore di diciassette anni inseguito da tempo da diversi top club in Europa e sbarcato da pochi mesi nel capoluogo piemontese.

IL PARAGONE - Quando sei un giovane calciatore argentino, mancino e dotato tecnicamente, è difficile sfuggire ai paragoni che ti accompagneranno per il resto della carriera. Ne sa qualcosa Paulo Dybala che, a 27 anni, è ancora obbligato a dribblare il continuo parallelo con Leo Messi. Il percorso professionale di Matias Soulé è appena cominciato ma il trequartista, in patria, viene già accostato ad Angel Di Maria. Fisicamente lo ricorda, alto e longilineo, e come il calciatore del Paris Saint-Germain è in grado di occupare tutti i ruoli della trequarti, prediligendo la partenza da destra dove può accentrarsi e concludere in porta. Vive per sfidare sul campo l’avversario nell’uno contro uno e mettere in mostra le proprie doti di dribbling. Come molti calciatori sudamericani che hanno le sue caratteristiche, potrebbe soffrire la fisicità delle difese italiane. Il fatto di cominciare il percorso in bianconero dalla Primavera, lo può aiutare a prendere confidenza con la maggior attenzione tattica del calcio italiano e con la ruvidezza dei reparti arretrati, prima di affacciarsi nel calcio che conta.

I RETROSCENA - Matias Soulé e la sua famiglia hanno fortemente voluto il trasferimento in Europa, tanto da rifiutare di firmare il primo contratto professionistico con il Velez, il club argentino con il quale il calciatore è sportivamente cresciuto. Questo ha causato diverse frizioni, sia con la società che con i tifosi che sono arrivati a minacciare il giovane attraverso i social network, e ha portato il padre ad esercitare la patria potestà per portarlo nel Vecchio Continente. Il primo contatto con la Juventus, secondo quanto raccontato da Soulé alla trasmissione argentina “Altavoz ATV”, sarebbe avvenuto durante un torneo in Portogallo che lo vedeva impegnato con la nazionale giovanile del suo paese. Da lì a poco gli emissari bianconeri hanno convinto il ragazzo e la sua famiglia a trasferirsi a Torino e hanno battuto la concorrenza di diversi top club presenti a quel torneo per visionare il giovane trequartista. Queste poche righe dedicate alla storia del suo passaggio in bianconero dimostrano quanto "hype" ci sia nei suoi confronti, sia in patria che in Italia. Le poche partite giocate fin qui, a causa delle interruzioni del campionato di Primavera, non ci hanno ancora permesso di sapere a che punto è il ragazzo nel suo percorso di adattamento. La punizione segnata contro la Roma, però, è uno di quei gesti tecnici che fanno brillare gli occhi e che fanno ben sperare i tifosi juventini che potrebbero già avere in casa il crack del futuro.