Di sicuro il girone per le qualificazioni europee della Nazionale non è, come usa dire, “allenante”. La Finlandia può essere considerata una modesta compagine di serie B italiana, il Lussemburgo, secondo una brutale vulgata, “squadra di dopolavoristi”. Ma l’Italia non ci ha mai abituato troppo bene, snobbando spesso gli appuntamenti facili sulla carta. Stavolta, i risultati sono stati confortanti. Merito di Mancini? Senz’altro. Soprattutto del suo coraggio, ben ponderato, di schierare giovani ed esordienti: gente di corsa e, soprattutto, d’entusiasmo.

Fra questi, si sono messi in luce due juventini, paradossalmente, riserve nella loro squadra. Ha un bel dire Allegri che le riserve non esistono, che sono tutti titolari. Spinazzola e Kean sarebbero entrati in prima squadra se non l’avesse deciso l’infermeria? Ma, si dirà, Spinazzola rientrava da un lungo infortunio: ma, si risponderà, non aveva forse giocato un’ottima partita, più di due mesi fa, contro il Bologna in Coppa Italia? E Kean non era forse sul punto di partire? Mai utilizzato, nemmeno in partite, sulla carta, non impegnative. 

Ci sono voluti infortuni e squalifiche per convincere il mister, il quale non fa mistero di preferire un Mandzukic a mezzo servizio a un Kean esplosivo. Mandzukic e Alex Sandro sono stati, fra gli juventini, i giocatori che forse hanno più deluso quest’anno. Spesso acciaccato nella seconda parte di stagione il primo, sovente abulico il secondo, eppure sembra essere la conservazione il credo di Allegri, che si permette il lusso di poter disporre di ben due squadre, unico forse in Europa, facendone giocare quasi sempre una sola.

Fra Mandzukic e Kean, pare proprio che sarà il croato a rinnovare, per primo, il contratto. Segno ulteriore che l’allenatore livornese, al contrario di quanto si potesse ipotizzare, resterà? E che, quindi, il potenziale della Juve sarà destinato a restare tale a lungo. Già: il potenziale, ma il reale? Intanto i tifosi juventini subiscono uno strano paradosso: sognano che si possa avverare una realtà già esistente.