D'Aversa, in conferenza stampa, ha analizzato Juve-Sampdoria.

SODDISFATTO - "Sicuramente ci sono stati aspetti positivi, ma dopo una sconfitta non dev'esserci soddisfazione. Siamo stati bravi a fare due gol e non portiamo punti, qualche errore l'abbiamo commesso. Principalmente nel primo tempo. Sbagliato troppo in costruzione, nelle ripartenze, errori semplici e la riconsegniamo a loro. Come esterno non c'era un esterno puro ma c'è da migliorare, così come c'è da migliorare sul senso del pericolo. Sei bravo a riaprirla e poi rischi un passaggio in area... poi l'errore sul terzo gol e ci ha condannato. Va a vanificare tutto. Non bastano le grandi prestazioni con le grandi squadre. Va fatto un risultato positivo". 

DAMSGAARD - "Depaoli dentro? Damsgaard ha sempre giocato, era una questione di carichi. SI è ragionato sul fatto di tenere un giocatore che possa cambiare il corso della partita. Se la partita in equilibrio poteva darmi qualcosa in più per cambiare la partita". 

KULUSEVSKI - "Il percorso di Kulusevski lo seguo meno perché sono impegnato con la Samp. Con me, a Parma, era uno dei più importanti. E' uno dei tanti, qui ci sono tanti campioni. Magari ha bisogno di fiducia, di giocare a tutto campo, liberamente. Mi auguro che possa giocare con più continuità. E dare soddisfazioni a se stesso e alla Juventus".

L'ESEMPIO - "La Juve, che è una squadra abituata vincere, quando si capisce il senso del pericolo non ha vergogna di buttare palla in tribuna. Le sconfitte ci devono far ragionare sul motivo per il quale sono arrivate due sconfitte. Nel primo tempo si ragiona sempre con le due punte e i due esterni; oggi partendo con un terzino alto, ma per un'arma in più e non per bocciatura... abbiamo concesso troppe ripartenze, passaggi semplici, traiettorie corte, l'atteggiamento giusto recuperando alti e poi la palla la recuperavano loro. Quando concedi così tanto è dura portare a casa il risultato. Magari con il Napoli meritavi qualcosa di diverso, oggi più per demerito nostro che per merito della Juventus poteva esserci un divario più ampio. Si deve ragionare su questo e ci deve far capire il senso del pericolo. Abbiamo ricommesso gli stessi errori. Il finale ci fa capire che se s'interpretano le partite, indipendentemente da chi va in campo, ciò che determina è quello che metti in campo. Calendario? Magari ti abitui alla sconfitta per calendario, ma non va bene. Tutte le partite sono complicate. Le grandi prestazioni con le grandi non ci portano a vincere con le medio piccole".