Martedì sera le luci del Teatro Ariston di Sanremo si accenderanno sulla nuova edizione del Festival. Un evento che, alla faccia dei luoghi comuni, può essere considerato un “sempreverde” per l’immaginario collettivo degli italiani. Insieme con l’indimenticabile Sandro Ciotti ho avuto il modo di assistere in diretta e dal vivo a ventiquattro edizioni della kermesse canora. Ne ricordo una, tra le tante, in cui Raf si esibiva con un bel motivo autorale dal titolo “Cosa resterà di questi Anni Ottanta”. Potrebbe essere la colonna sonora della domenica sportiva ancora in corso.

Due nomi prestigiosi, due simboli di una razza padrona per i quali la carta di identità ha un peso marginale. Il portoghese Cristiano Ronaldo e i serbo Novak Djokovic. Una giornata particolare per entrambi. Nel preciso istante in cui l’attaccante della Juventus realizzava il suo primo gol, su rigore, contro la Fiorentina, dall’altro capo del mondo il tennista a Melbourne chiudeva il suo quinto set battendo il ben più giovane austriaco Thieme e conquistava così il suo ottavo “Australian Open”. Da questa sera Djokovic è tornato a essere un numero uno al mondo, davanti a Nadal e a Federer anche loro eterni campioni nati negli Anni Ottanta.

Proprio come Cristiano Ronaldo, il più “anziano” del gruppo, il quale con le due reti di oggi ha toccato quota cinquanta. Un record che gli ha consentito di superare, per gol consecutivi, la performance di Trezeguet ma che però non gli ha concesso di scavalcare due grandissimi come lui le cui gigantografie si trovano nella “Galleria dei Famosi” all’interno dell’Allianz Stadium. Omar Sivori e John Charles, infatti, riuscirono a fare meglio di lui: cinquanta reti per l’argentino ma in sessantacinque incontri, medesima cifra per il gallese in settanta partite. Erano “ragazzi” degli Anni Sessanta, quindi favolosi e favolistici proprio come loro. In ogni caso, anche la generazione di stelle degli Anni Ottanta continua a brillare nel firmamento dello sport e quelle nuove dovranno attendere ancora per raggiungere il loro grado di lucentezza.