Sentendo le parole di Antonio Conte dopo la partita con la Juve viene subito da pensare a quello che disse cinque anni fa, prima di finire la sua avventura in bianconero: "Non si può mangiare con 10 euro ad un ristorante da 100". Un pò come dire: "Io vi ho riportato fino a quassù ma voi non potete sorreggere le mie ambizioni". Un anno dopo la Juve giocava la prima finale di Champions League dal 2003, poi ne avrebbe fatta un'altra, sempre con Max Allegri in panchina. Le ambizioni della Juve sono andate avanti, la squadra è migliorata in maniera clamorosa tanto che adesso Conte si lamenta perché questa Juve è troppo forte: "Sono di un'altra categoria sotto tutti i punti di vista, non possiamo paragonarci a loro: il gap c'è ed è importante. Le statistiche dicono che ce la siamo giocata, nonostante le squadre in campo non fossero minimamente equilibrate".

NON CI HA CREDUTO - No, le squadre non erano equilibrate. Conte ha ragione. Non capita a tutti di poter far entrare a gara in corso Gonzalo Higuain, Emre Can e Rodrigo Bentancur lasciando gente come Ramsey e Rabiot a guardare dalla panchina con Chiellini e Douglas Costa davanti alla tv infortunati. La rosa della Juve è forte e profonda, forse anche troppo, anche se Sarri sta dimostrando di saper gestire bene un gruppo tanto folto e pieno di prime donne. La società ha fatto passi da gigante mese dopo mese, anno dopo anno. Passi in avanti in cui Conte, evidentemente non credeva. Pensava che la Juve fosse arrivata al top o, peggio, che la Juve era tornata grande solamente grazie a lui e che una volta partito lui il progetto si sarebbe accartocciato.

FUTURO - L'impennata della Juve in Europa è invece coincisa con la partenza dello stesso Conte. Allegri ha dato coraggio e personalità ad una squadra che in Champions con Conte si sgonfiava. Con Max la Juve ha fatto due finali di Champions, non le ha vinte ma è riuscita comunque a tornare nell'élité del calcio europeo tanto da attirare l'attenzione di un campione come Cristiano Ronaldo. Con Sarri la dirigenza spera che la squadra mantenga la stessa personalità europea giocando anche con più coraggio. Il terzo atto di una saga che Conte credeva fosse finita dopo appena tre anni. La Juve è la miglior squadra d'Italia con ampio margine sulle inseguitrici nonché una delle formazioni più forti in Europa. Quando c'era Conte le proporzioni non erano queste ma il primo a non credere a una trasformazione del genere è stato proprio lui.

@lorebetto