Si sa, al cuore non si comanda. E quello di Conte, plasmato dai tanti anni alla Juve da capitano e allenatore, è ancora bianconero. Tanto da sabotare l'inter dall'Inter, portarla alla seconda prematura uscita dalla Champions League, aggiungendoci la contemporanea non qualificazione all'Europa League e il quarto posto nel girone, qualcosa che non capitava dal 2007/08 a un'italiana. Un dato clamoroso. Alla faccia di chi gli dava del traditore. Sì, perché Antonio sta facendo godere gli juventini più ora di quando era sulla panchina della Juve. Una corazzata come l'Inter, profonda in rosa e qualità, che viene eliminata come un Ferencvaros qualsiasi, con tutto il rispetto per gli ungheresi naturalmente...

Un pezzo bianconero, il cuore, e un altro nerazzurro: la testa. E le lacrime, copiose. Sì, perché in una delle sere più nere della storia recente dell'Inter Conte si lamenta per Var e arbitraggi europei, per presunti torti nel girone che avrebbero condizionato la convocazione. Un pianto in piena regola, che stona con quanto visto in campo. E non solo, perché poi, arrabbiamo e polemico se la prende anche con Capello. Sei punti in sei partite. Davvero si può parlare di arbitri?