Dopo tre giorni di fila trascorsi a sfogarsi su radio & televisioni , Rocco Commisso si è silenziato da solo. È  andato pure al Franchi ad assistere alla semifinale d’andata della Coppa Italia Primavera proprio tra Fiorentina e Juventus, ma non ha più rilasciato dichiarazioni contro nessuno. Pare che ora stia studiando. Cosa? Gli organigrammi di Lega e FGCI . Per farci che? Approfondire e capire come mettere mano e risistemare il sistema calcio di cui da poco è entrato a far parte, e dove – secondo lui – sta rischiando di passare come lo zio scemo d’America. E allora, insieme ai suoi più stretti collaboratori (quelli multati con 55 mila euro complessivi  dal giudice sportivo, dopo le baruffe con l’arbitro Pasqua nello spogliatoio dell’Allianz Stadium) si sta scervellando su come cambiarlo. A cominciare dall’AIA, con la quale è andata in collisione frontale proprio domenica scorsa.

Con lui si sarebbero già schierati parecchi presidenti di Serie A , oltre ad una plétora di addetti ai lavori, gli stessi che – ai tempi – soffiarono sul fuoco per accendere Calciopoli. Quelli schierati ora anche a fianco dell’ex arbitro Boggi, dopo aver attaccato duramente pure lui il vertice Aia (e si è beccato una querela). Apprendo infatti , da un ‘autorevole testata sportiva, che si sta elaborando un piano per silurare Marcello Nicchi, presidente degli arbitri. Motivo ( riporto testuale): perché “ ormai  considerato  da molti club troppo contiguo alla Juventus”. La conferma l’avrebbero avuta domenica scorsa, con la sua replica “arrogante”, “esagerata”, “da casta”,  proprio al presidente della Fiorentina , ritenutosi disgustato dall’arbitraggio durante Juve- Fiorentina , partita in cui i bianconeri avrebbero ottenuto dei regali.

 Accuse leggere, insomma, alle quale Nicchi non avrebbe dovuto permettersi di rispondere, dicendo che quelli disgustati erano proprio loro, gli arbitri. E quindi adesso si starebbe pianificando la rappresaglia: far fuori appunto Nicchi, in modo da assestare contemporaneamente un colpo al potere juventino e scongiurare la monotonia del campionato. Sembra quasi la sceneggiatura di un film di Scorsese, eppure leggo che Commisso & alleati    ( praticamente, tutti i nuovi investitori stranieri più qualche presidente italiano già noto) stiano studiando per davvero come attuare questo ribaltone, comprensivo di revisione della ridistrubuzione dei diritti televisivi, sempre con lo scopo di sottrarre altre risorse alla Juve, che ne incasserebbe troppe.

Vi confesso che del destino prossimo di Nicchi mi interessa zero. Che ci sia lui o un altro a capo dell’Aia  mi è del tutto indifferente. Mi lascia da pensare, invece, questa continua ed incessante caccia all’untore con le sembianze juventine, in questo caso quelle del numero 1 dell’AIA, a capo di una cupola di arbitri che favoriscono la Juve (domanda: ma tutti sti favori ottenuti dalla Juventus, dove sarebbero?). Lo stesso, identico scenario ante 2006, confermato appunto pure da Boggi, con dichiarazioni quasi simile a quelle di Nucini in tempi calciopolari. Nulla di nuovo all’orizzonte, insomma, cose già sentite e già viste. Con Commisso neo paladino degli scontenti che sta studiando come fare per togliere potere alla dannata Juventus.

Tutto questo dopo un rigore contestato ma assegnato ai bianconeri post esame al Var, lo strumento voluto a tutti i costi da chi c’era prima di Commisso e altri proprio per impedire i favori alla Juve. Ma neanche la famosa “moviola in campo” di biscardiana memoria pare sufficiente ad impedire a Madama di vincere, e allora servono altri arbitri, altre regole, un altro sistema calcio, un’altra Serie A. Un qualcosa che impedisca alla Juventus di vincere ancora, perché loro non ne possono più. Se investono tanti soldi in un club poi un ritorno lo pretendono. Era già la filosofia portata avanti da qualcun altro negli anni 90/inizio 2000, ricordate?, e si sa a cosa portò.

Anziché ricominciare con la caccia alle streghe, non sarebbe più  intelligente copiare il percorso di crescita attuato proprio dalla detestata Juventus dalla retrocessione in B ad oggi? Un percorso che ha prodotto 8 scudetti consecutivi ed un fatturato tra i primi club in Europa. Basterebbe pianificare e investire bene i propri soldi. L’Inter lo sta facendo, la Lazio pure, e i risultati iniziano a vedersi. Copiare, anziché  maledire. Altrimenti ha davvero ragione Ceccherini: chiedetevi perché tutti odiano la Juve, e non è solo perché vince. C’è dell’altro, e non è bello.