E poi mi accusano di essere  “ossessionato dall’Inter!”, mentre è vero l’esatto il contrario: sono quelli dell’Inter che non ce la fanno proprio a non infilare la Juventus in ogni loro discorso. Lo dimostrano i fatti: soltanto nelle ultime 48 ore ci sono riusciti in tre. Lukaku, Materazzi, Toldo. Una discreta media, non vi pare? Il sottoscritto si limita a registrare e commentare quanto dichiarano loro, col beneplacito degli infastiditi interisti.

Di Lakuku me ne sono già occupato in un video, e vi rimando a quello. Passo quindi agli altri due. Cominciando da Mr. Smoking bianco, Marco Materazzi, entrato in tackle duro durante una diretta Instagram. “Quanto odio la Juve? Tantissimo, ma solo sportivamente”. Lapidario.

So già quale sarà la difesa dei tanti avvocati della Beneamata sparsi sul web: ha specificato, sportivamente. Ringrazio per la segnalazione, però l’avverbio non cancella tutto il resto. Anzi, ci va in collisione totale:  l’odio confligge con la sportività. Se odi, sei tutto fuorché sportivo. Uno sportivo autentico non odia nessun avversario. Soprattutto, non lo dice. Al massimo se lo tiene per se. Invece Materazzi ha voluto rendere pubblico questa repulsione totale nei confronti della Juventus, un outing che magari non è affatto dispiaciuto a tanti.

Ha anche rivelato che gli sarebbe piaciuto rigiocare la partita del 5 maggio, con la Lazio. Di quella gara ricordo bene il momento in cui proprio lui si rivolse in campo ai giocatori laziali, rimproverandoli per quella vittoria e ricordandogli come un paio di anni prima, a Perugia, aveva battuto proprio la Juve, permettendogli così di vincere lo scudetto. Cioè, Materazzi contestava ai laziali di essersi impegnati troppo contro l’Inter, lui che si era impegnato al massimo per battere la Juve. In pratica si sarebbe aspettato da loro un trattamento,diciamo, di favore. A proposito dello “sportivamente” di cui sopra.

Passiamo a Toldo. L’ex portiere nerazzurro, in un’intervista tra amici su FCInter1908, ha ricordato il gol del pareggio segnato al Meazza nel derby d’Italia del 2002. Pretendendone la paternità, e rivelando pure una furbata: “Lo facemmo attribuire a Bobo Vieri perché competeva per la classifica cannonieri”. Però quella rete Toldo la sente tutta sua, ricordando pure la grande festa sugli spalti per quel gol: “A San Siro erano tutti ubriachi di felicità!”.  Per una marcatura nettamente irregolare, però questo Toldo non lo ha detto. 

Andasse a rivedersi, nei filmati dell’epoca, dov’era finito Buffon: sotterrato da Vieri e Materazzi. All’interno della propria area piccola, dove un portiere non potrebbe essere nemmeno sfiorato. Avessero convalidato una rete del genere alla Juventus, il Meazza sarebbe crollato, non per la felicità bensì per la rabbia. Invece l’arbitro Collina (“il migliore” come disse una volta Facchetti) assegnò quel gol, e adesso Toldo se ne fa pure vanto.
Non sono ossesionato dall’Inter, ho solo il brutto vizio di voler raccontare le cose come andarono per davvero.