Gli errori si pagano, ed anche a caro prezzo. Può sembrare un luogo comune ma, purtroppo, corrisponde a pura verità, e il recente caso Rabiot lo dimostra in modo palese. Così come quello parallelo di Arthur. Due situazioni parecchio simili: spacciati tutti e due come grandi affari, rivelatesi entrambi due enormi errori. Sia dal punto di vista tecnico (due delusioni totali) che di quello finanziario (uno spreco di risorse). 
Nelle ultime ore è stato però il caso del francese a fare maggiore rumore, causa un ulteriore motivo: la mamma procuratrice. Capace, per la sua avidità, di far saltare il trasferimento di Adrian già concordato col Manchester United. Ed ovviamente il figliolo non ha osato mettere becco nella questione, succube com’è della madre. La quale è riuscita a chiedere allo United 10 milioni di stipendio netti per il bimbo e altrettanti per la propria commissione. 

Cifre assurde, tanto quanto quelle finora incassate dal giocatore alla Juventus, ovvero 7 milioni annui (+ bonus), non giustificati da prestazioni all’altezza di quell’ingaggio. Tant’è vero che, appena i Red Devils hanno proposto 20 milioni per l’acquisto del cartellino, alla Continassa hanno accettato al volo. Sottovalutando , probabilmente, il fattore Veronique, decisivo ai fini della trattativa, che è infatti saltata. Impedendo in questo modo al club di fare mercato, sostituendo il francese con un altro centrocampista , più funzionale alle necessità della squadra e, magari, anche più bravo. 

Ma in tutta questa storia la colpa non è solo di mamma Rabiot, ma di chi un paio di stagioni addietro decise di soddisfare in toto le sue assurde richieste pur di acquisire le prestazioni (pessime) del figlio a parametro zero e, aspetto non affatto secondario, portandosi così in casa una procuratrice addirittura più scomoda della buonanima di Mino Raiola.

Che la signora Veronique fosse una donna priva di scrupoli e poco malleabile lo si era già capito quando il ragazzo militava al PSG, eppure l’allora DS bianconero Paratici era talmente affascinato dal giocatore che fece finta di non vederlo, trascinando la Juve dentro un problema gigantesco, dal quale se ne potrà uscire sganciando qualche milioncino  a Veronique, una specie di “tangente” per convincerla a trasferire il figliolo a Manchester,  oppure solo  alla naturale scadenza del contratto, tra un anno. Quando, il prossimo giugno, Rabiot si libererà a zero e la Juventus potrebbe non incassare nemmeno un euro dal suo cartellino. Com’è già capitato con Dybala. Com’è accaduto ancora con Ramsey, col quale c’ha rimesso pure dei soldi pur di sbarazzarsene dopo due stagioni trascorse più al JMedical che sui campi d’allenamento della Continassa. Com’è probabile potrebbe finire anche con Arthur, che nessun club è disposto ad acquistare all’improponibile cifre per la quale è attualmente iscritto sul bilancio bianconero (45 milioni) ed a pagarlo tanto quanto incassa ora a Torino (5.5 milioni). 
Quanti errori. Troppi, soprattutto quando ti chiami Juventus e non ti è consentito sbagliare così tanto.