Quattro reti rifilate al Lecce e consolidamento del primo posto in classifica, però non va affatto tutto bene Madama Juve!

Il risultato rotondo è il confortevole materasso sotto il quale nascondere per bene tutta la polvere, e pure venerdì sera la Signora ne ha prodotta tanta. In quantità industriali nella prima frazione di gioco, molto meno nella seconda quando i suoi campioni sono riusciti a fare un po' di pulizia ed a portare a casa la vittoria con annesso, importantissimo seppur temporaneo, vantaggio di +7 sulla Lazio.

Prima dell'ennesimo colpo d'artista in questa stagione di Dybala, la squadra è stata inguardabile, noiosa e priva d’identità, nonostante il povero Lucioni si fosse immolato sull'altare salentino per evitare di mandare dritto in porta Bentancur e, in teoria, facilitato il lavoro alla squadra di Sarri: fallo per evidente occasione da gol vanificata e Lecce in 10. Tu pensi: ora la Juve se li mangia. E invece no.

Come col Milan in Coppa Italia, pure stavolta ha intriso di sudore le camisette prima di avere ragione della squadra di Liverani, nei primi 45' riuscita persino a tirare in porta di più di quella di Sarri. Perché mi spiace per i suoi tanti e immarcescibili adoratori (ce ne sono tanti, anche tra gli juventini) il problema resta lui e il suo fantomatico sarrismo, tanto decantato dai media. Esiste il gasperinismo, il sarrismo è un'invenzione.

E poi, cosa sarebbe il sarrismo? La prolungata, esasperata, noiosa, sterile circolazione a manetta del pallone, per poi far passare l'improduttivo possesso palla per dominio territoriale? No, non lo è, è puro e semplice controllo del pallone, senza idee e senza soluzioni. Soprattutto quando gli avversari si chiudono.
 
Lo avete visto come si sbracciava Ronaldo, chiedendo ai compagni di venire giù ed aggredire l'area? Si era rotto le scatole di aspettare palloni che non arrivavano mai, perché lungamente lavorati in un giro-palla fine a se stesso e senza sbocchi. Vero, l'unico pallone giocabile arrivatogli sulla testa nel 1° tempo l'ha sprecato come un Gagliardini qualunque, però è stato pure l'unico decente ricevuto in tutti i primi 47 minuti. Il resto solo fuffa.

Troppo poco per una squadra come la Juve, incapace per quasi un'ora di scardinare il muro leccese, per giunta ad un certo punto parzialmente abbattuto dall'arbitro. C'è riuscita con l'invenzione di Dybala e il rigore (giusto) procurato e segnato da Ronaldo. Dopodiché Madama ha dilagato, e il 4-0 fatto dimenticare l'obbrobrio visto prima. Far finta di nulla, resettare la prestazione fino al 52' ed esaltare la goleada, accompagnata dal quarto cleen sheet consecutivo (roba da vecchia BBC), non è una lettura corretta e completa della gara. Risolta, ancora una volta, dalle giocate dei suoi campioni. Da Sarri e dalla sua Juve dirigenti e tifosi si aspettavano altro. Qualcosa che, probabilmente, non arriverà mai. Speriamo si possano consolare almeno con la conquista di qualche trofeo.