È sempre la stessa storia, va avanti da decenni e – probabilmente – continuerà ancora per molti anni ancora. Arriva Fiorentina-Juventus e, immancabile, il tifo becero viola (e solo quello, perché Firenze è altro) tira fuori il peggio di sé. Lo scorso anno le scritte infami contro il povero Gaetano Scirea, stavolta il solito evergreen del coro sui morti dell’Heysel durante la festa della Fiesole. Cantato a squarciagola, filmato e postato sui social per raccogliere visualizzazioni e, ovviamente, tanti consensi da altri cretini come loro.
 
Saranno pochi, saranno tanti quelli che intonano quel coro, mi interessa poco, ma intanto ogni anno lo ascoltiamo e nessuno interviene per impedirglielo. La Fiorentina, che ci fossero prima i Pontello poi Cecchi Gori oppure i Della Valle e ora Commisso, una posizione dura e intransigente non l’ha mai presa. Pure stavolta si è limitata al solito blando comunicato di condanna, per giunta molto generico: “no a cori offensivi, violenti e razzisti”. Un minestrone che serve solo a lavarsi la coscienza, e soprattutto a guardarsi bene dall’inimicarsi la tifoseria, onde evitare possibili e sgradevoli rappresaglie. 

Non è mancata, anche in questa circostanza, la condanna anche da parte del Comune di Firenze, nello specifico del sindaco Nardella, sempre col solito, trito e ritrito distinguo: “Non cadiamo in generalizzazioni, i colpevoli vanno individuati e allontanati. E si eviti l’ipocrisia perché questi sono problemi che riguardano tutte le città e tutte le tifoserie”.

Siamo d’accordo con Nardella, ma quando ci decideremo a intervenire in modo serio sul problema affinché non capiti più? Quando si decideranno le istituzioni civiche, col sostegno del Governo centrale e la collaborazione del club, a mettere in pratica appunto ciò che dice Nardella, e che prima di lui avevano proposto Renzi e altri primi cittadini fiorentini? Andare cioè ad individuare e allontanare da quello stadio, e da quella curva, tutti quei deficienti? I problemi si risolvono coi fatti, con le azioni concrete, non con le dichiarazioni pilatesche e le frasi di prammatica. 

Nell’ultimo derby Juve-Toro della scorsa stagione, un tifoso juventino si sporse dalla gradinata del secondo anello e mimò un aereo, evocando in quel modo stupido la tragedia di Superga. Dopo averlo individuato con le telecamere, la Juventus denunciò quell’imbecille alle forze dell’ordine e gli comunicò che non avrebbe mai potuto rimettere piede allo Juventus Stadium. Dove più volte, durante le stracittadine, è stato srotolato in curva Sud (quella più calda) lo striscione “onore ai caduti di Superga”, per dissociarsi da chi- qualche anno prima - espose, sempre nella medesima curva, quello inneggiante a quel tragico schianto. Se la Fiesole, come dichiarò anni fa uno dei suoi responsabili a Radio Rai, non condivide quei cori, prenda anch’essa una posizione chiara, anziché intonare quell’altro coro, parecchio ambiguo, quel “amo Liverpool!”. 

Soprattutto, dove sono, perché non fanno sentire la propria feroce indignazione tutti i milioni di moralizzatori del web? Quelli che in questi ultimi giorni hanno severamente rimproverato Bonucci per la sua simulazione in Armenia, chiedendo addirittura alla federazione di togliergli la fascia da capitano della Nazionale. E quegli altri che si indignano ogni volta che sentono scandire il coro sul Vesuvio indirizzato ai napoletani. E ancora quelli che, giustamente, saltano in aria quando ascoltano i cori beceri su Facchetti. Dove sono? Perché quando si rendono conto che questo obbrobrio dei cori sui morti dell’Heysel (con tanto di t-shirt annesse) continua da 30 anni – TRENTA ANNI, ve lo scrivo pure in lettere – e non prendono posizione? Non scatenano sui social il solito putiferio moralizzatore pure contro il tifo viola?
Forse perché è una cosa che colpisce la Juventus, e allora va bene così? Ho questo dubbio.

Heysel, Superga, Vesuvio, Facchetti, e tanti alti cori immondi andrebbero banditi per decreto, e chi li canta cacciato dagli stadi. Tutti, senza distinzioni. Sapete perché non lo fanno? Perché pure le tifoserie becere servono: comprano abbonamenti e biglietti per le partite, e vanno a votare.
Se davvero le si volesse colpire, si eviterebbero comunicati e dichiarazioni retoriche e si bonificherebbero le curve. Come a Torino hanno dimostrato che è possibile.

Ma fino a quando dei dirigenti diranno che “fin quando, alla festa della Fiesole, siamo stati presenti noi, non abbiamo sentito alcun coro di quel tipo” prepariamoci a riascoltare quelli sull’Heysel anche al Fiorentina-Juve del 2020 e nelle stagioni successive. Se è durato per trent’anni, può durare anche per 40 e 50, basta fregarsene.