Tutti pazzi per Dani Ceballos. Il talento spagnolo, in forza al Betis, ha disputato un Europeo da assoluto protagonista e di colpo è diventato un uomo mercato. La clausola da 15 milioni, poi, lo rende ulteriormente appetibile. Fin qui tutto noto, con Real e Barça pronte a darsi battaglia e la Juve affascinata, ma sorge spontanea una domanda: perché ci si è accorti di questo prospetto così tardi? La società bianconera ha un reparto scouting di primo livello, eppure ha scoperto il valore del classe '96 solo quando è stato chiaro a tutti, anche ai meno esperti. E ora potrebbe essere troppo tardi. Perché? Perché la Vecchia Signora è arrivata tardi? Eppure, in un mondo come quello di oggi, il tempismo può fare la differenza

COME VIDAL - È un dato di fatto che la Juve non possa competere a livello economico con club come Barcellona, Real Madrid, Manchester United e Bayern Monaco e questo obbliga i bianconeri a muoversi in maniera diversa. Evitare le aste per i profili più importanti è fondamentale per impedire che i propri piani vengano intralciati. Un esempio perfetto è stato Arturo Vidal, strappato al Bayer Leverkusen prima che diventasse uno dei centrocampisti più forti d'Europa e a prezzi contenuti. O ancora Pogba, intuizione geniale che ha ripagato in campo e fuori. Ma per svoltare, non ci si può fermare. Servono altri Vidal. Poteva servire magari uno come Ceballos.

REALISMO - Il discorso, a molti tifosi, potrà sembrare quasi un ridimensionamento, ma si basa su una semplice fotografia del momento attuale. La Juventus, anche per limiti strutturali del calcio italiano, ora non può sfidare apertamente club la cui disponibilità economica è quasi illimitata. Tutti i passi fatti quest'anno, dal logo, al megastore, sono proprio in questa direzioni: provare ad affrontare i succitati club alla pari. Intanto, il tempismo può e deve fare la differenza. Perché i talenti più puri esistono prima di finire al centro dei riflettori, che fanno lievitare la loro valutazione. 

@Edosiddi