Il “caso Ronaldo-Juventus” per via delle sue implicazioni economiche e finanziarie sta provocando in alcuni settori un’alzata di scudi clamorosa anche se discutibile e fuori luogo. Ieri l’annuncio del sindacato autonomo dei metalmeccanico di Melfi di uno sciopero che, attraverso il capitale Exor della famiglia Agnelli, penalizzerà la FCA. Sempre ieri, il Codacons che invoca addirittura l’intervento della magistratura affinchè indaghi sulla legittimità dell’affare del secolo.

Se, da un lato, è anche possibile capire lo stato d’animo degli operai costretti a vivere ormai da qualche anno nell’incertezza e nella ristrettezza economica, è assolutamente incomprensibile l’uscita “moralista” e codina dell’Associazione per la difesa dei diritti del consumatore i cui dirigenti sembrano vivere in un mondo che non è quello reale.

Sia ben chiaro, non si tratta di un mondo perfetto e neppure per certi versi accettabile. Lo sappiamo perché lo vediamo tutti ogni giorno. Ma è esattamente quello che, generazione dopo generazione, abbiamo costruito noi. Anche il pianeta del pallone dove se accadono eventi che possono creare disappunto e anche rabbia per via degli eccessi i quali contrastano con il buon senso occorre comunque prendere atto che il “sistema” non si è creato da solo e neppure è stato imposto da un dio impazzito. 

Allora i casi sono soltanto due. O si fa un passo indietro tutti e tutti insieme per ristabilire una società governata nuovamente dall’etica in senso ampio oppure si accetta con realismo lo status in essere lasciando che ciascun privato i suoi quattrini li spenda come meglio crede.

In caso contrario si fa soltanto del moralismo inutile e di basso livello che con ‘etica non c’entra un bel nulla. Con il risultato che i moralisti di professione finiscono per coprirsi di ridicolo.