Adrien Rabiot e Rodrigo Bentancur. Ci sono anche o soprattutto loro sul banco degli imputati dopo il flop di Londra della Juve. Ma insieme ai centrocampisti, protagonisti per forza di un reparto che anno dopo anno diventa sempre più problematico per la Juve, c'è almeno un altro autore di una prestazione da incubo: Alex Sandro. Il terzino sinistro brasiliano è al centro di una situazione particolare ormai da tempo. Al di là di qualche lampo, come l'incoraggiante avvio di stagione in corso, sono anni che il suo rendimento è letteralmente crollato. Era uno degli esterni più ambiti d'Europa, poi è successo qualcosa ed è diventato costantemente uno degli anelli deboli della Juve. Col paradosso che di fatto gioca sempre o quasi, per forza ancor più che per scelta. Stagioni a inseguire un suo vice credibile senza successo, stagioni a non riuscire nemmeno a individuare un suo sostituto perché di fatto si è trasformato in un giocatore invendibile: per ingaggio, appeal, varie ed eventuali. Quando è arrivato alla Juve erano convinti che l'investimento da circa 28 milioni avrebbe generato una maxi-plusvalenza, ottimo per due stagioni e ancora buono per una, perso il treno di due cessioni praticamente chiuse salvo poi essere tolto dal mercato sul più bello, poi Alex Sandro è diventato problema tra i problemi, pur restando punto fermo anche del Brasile.

Ecco allora le tre sliding doors della sua carriera che hanno compromesso la progettualità bianconera nella sua casella di campo.