Uno dei grandi ex di Juventus-Milan è Fabio Capello, che in rossonero ha iniziato ad allenatore partendo dalla Primavera e vincendo di tutto e di più sulla panchina della prima squadra, e alla Juve ha allenato dal 2004 al 2006 vincendo uno scudetto poi revocato. Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport Capello ha parlato della supersfida: "La Juve si è rinforzata anno dopo anno, approfittando delle debolezze degli avversari. Con la crescita in Europa è diventata una destinazione gradita alle grandi star, vedi Cristiano Ronaldo. Solo il Napoli ha cercato di contrapporsi, ma la differenza tecnica e di mezzi alla fine ha reso impossibile la sfida. Oggi c’è l’Inter, che ha la forza del gruppo Suning alle spalle e può permettersi di compiere investimenti importanti".

SARRI VS ALLEGRI - "Anche Sarri sa essere pratico. Ho apprezzato in questi mesi la sua gestione perché non ha voluto imporre un’idea di gioco a tutti i costi, ma ha cercato di trovare un compromesso tra la sua filosofia e le caratteristiche dei calciatori. Se Allegri avesse vinto a Mosca così, lo avrebbero criticato. Io invece dico 'bravo Sarri', perché riconosce l’importanza del risultato. Cristiano Ronaldo in area di rigore resta il numero uno al mondo. Non lo vedo bene fisicamente come un anno fa e questo spiega perché Sarri lo abbia sostituito a Mosca, la gestione di un campione di 34 anni è fondamentale".

I SINGOLI - "Higuain non mi sorprende perché lo conosco bene e sono contento per lui, ha voluto dimostrare di essere ancora utile e importante per la Juventus. Ha visione di gioco e fa vincere le squadre. Nel mio Real Madrid fu importante ed era giovane, ora ha maggiore esperienza ed è migliorato. De Ligt? Bisogna dargli tempo, ma ha qualità notevoli. Forse nel suo primo campionato italiano avrebbe avuto bisogno di ritrovarsi Chiellini al suo fianco, lo avrebbe aiutato. Pjanic non è mai stato in discussione, ha qualità immense. Ora si dice che tocchi di più il pallone, ma per me quello che conta è sempre la verticalizzazione e lui ha sempre avuto questa dote. Lo stesso discorso riguarda Bonucci, un altro capace di scegliere la profondità. Servono tecnica e coraggio per farlo". 

Sarri a sorpresa: alla Juve è come Capello