Gigi Buffon è intervenuto sul palco dell'evento 'Trofeo Agnelli 2019'. Il portiere della Juventus, nelle parole riprese da ilBianconero.com, ha dichiarato: "Due settimane fa sono andato a fare uno spot, c'era Ivan Basso, c'erano due cestisti italiani e quindi ogni tanto mi sento a disagio perché ci sono tanti altri atleti che hanno vinto quello che ho vinto io, rappresentato l'Italia ai livelli massimi vincendo anche la medaglia più importante, però non hanno avuto la fortuna di essere e restare celebri magari per tutto il tempo in cui lo sono stato io, di avere la pubblicità che ho avuto io, o guadagnare i soldi che ho guadagnato io. E quindi questo mi lascio un rammarico interiore, perché lo sport dovrebbe essere meritocrazia assoluta e mi accorgo che non è sempre così. Io ho avuto la fortuna di scegliere la parte più fortunata, quella più redditizia in tutto, il calcio. La mia fortuna è stata quella di aver incanalato le mie attitudini verso lo sport che si è rivelato più importante, ma quella è stata solo una fortuna sostenuta dalla passione. Sono sicuro che questa ci accomuna. Ed è la stessa che dovremmo insegnare ai nostri bimbi e ai ragazzi che si approcciano allo sport". 

JUVE 2006 - "Secondo me in mezzo a un mondo di parole continue, quella è un'occasione per dare un segnale forte e importante a tutti i ragazzi che hanno questa passione. E questo segnale lo puoi dare solo se tu sei il primo a rinunciare a qualcosa di tuo. E in quel momento lì io stavo rinunciando a tanto: avevo 28 anni, nel pieno della mia carriera, avevo appena vinto il Mondiale, mi stavo giocando il Pallone d'Oro. Se avessi fatto un'altra scelta molte cose sarebbero cambiate, però avevo la certezza che se ti comporti bene, con generosità verso gli altri la vita ti restituisce tutto. Se oggi a quasi 42 anni sono qua, è in virtù di quella scelta fatta 14 anni fa, di aver rinunciato a qualcosa di mio".