In diretta su Calciomercato.com, l'agente Branchini ha parlato della situazione odierna del calcio italiano. Ma non solo. 

SI GIOCA? - "Veniamo da tempi in cui bisogna sempre programmare il futuro, ma bisogna riflettere su quanto fatto. Non so quanto serva programmare la fine del campionato: è un esercizio totalmente inutile, bisogna battere il virus in sicurezza; non possiamo fare una valutazione di questo tipo. Neanche dopo lo schiaffo preso riusciamo ad avere la calma di riflettere, che forse è veramente inutile pensare a quando si rigiocherà. Non sappiamo se il campionato potrà terminare o quando ricomincerà il prossimo. E' una frenesia che non aiuta".

RISPOSTA CALCIO - "Tutto è stato un po' tardivo, c'era un'impreparazione di base a un evento di questa portata. Fino a due giorni prima dell'annuncio del rinvio degli Europei, il presidente Uefa diceva che si sarebbero giocati. Non so quali basi, quale lungimiranza. Stessa cosa per le Olimpiadi. Decisioni giuste, credo che si sia aspettato inutilmente del tempo. Esistono interessi enormi e quello che sta succedendo mette a repentaglio questi interessi. Ma se neanche una disgrazia di quest'entità ci fa riflettere, non so cos'altro ci debba capitare".

TAGLIO STIPENDI - "Inizialmente mi sono arrabbiato, era intempestiva. Per alcune società, quotate in borsa, esistono degli obblighi di comunicare alle autorità e all'azionariato, delle decisioni e ci sono responsabilità che colpiscono i dirigenti quando non si muovono coi tempi giusti. Anche qui: non conosciamo l'entità finale del danno. Ipotizziamo il principio che tutti parteciperanno e tutti faranno sacrifici, tutti aiuteranno un movimento calcistico e quando questo cuore comincerà a battere lentamente sarà in crisi totale. Mi auguro che diano l'esempio gli enti che con il calcio accumuleranno ricchezze, in primis il sindacato calciatori per sostenere salvaguardia dei posti di lavoro dei calciatori (ovviamente non ai milionari), altrimenti andiamo incontro al fallimento del più del 50% dei lavoratori. E hanno accumulato figurine e videogames, con ricchezze più o meno lecite. Fifa e Uefa hanno casse ricche, se non le utilizzano adesso..."

NUOVO MERCATO - "​Mi sembra ipotesi logica, anche questo deve andare di pari passo con le nuove date del calcio. Molte società avevano un'idea, un progetto di poter rientrare nel proprio bilancio con cessioni e operazioni da definire entro il 30 giugno. Questa è certamente un'ipotesi irreale, da qui al 30 giugno non ci sarà un mercato se non tra disperati che facendo scambi forzati, anche di giocatori importanti, possano creare plusvalenze. Il buon senso dovrebbe consigliare di far slittare anche i bilanci. Oltre al danno generale, non possono operare. Devono rivolgersi alle istituzioni, bisognerà dilatare i termini, come già avvenuto altrove e dare due o tre stagioni per rientrare nei termini corretti di legge. Emergenza che giustifica flessibilità diversa. Per il bene degli stati: il calcio ha un ruolo importantissimo nel PIL".

GABRIEL JESUS - "Sicuramente parliamo di un grande calciatore e di un grande club. Bisogna capire cosa accadrà, le difficoltà di potere acquisitivo indurranno gli stessi club a non fare tanti movimenti. Meglio avere chi si ha in casa, piuttosto che acquistare. Non ci sarà molto mercato in uscita, chi ha dei buoni giocatori se li terrà. Qualche club con grosse difficoltà economiche potrebbe dar vita a qualche scambio clamoroso. L'esigenza contabile può far chiudere un occhio sulla reale validità del giocatore". 

DOUGLAS COSTA - "Sempre più centrale? Ammesso che lo sia stato fino ad oggi, non ha inciso come avrebbe potuto. Ora è difficile parlare dei calciatori, non credo esistano - per quelle società con forti esigenze di bilancio - giocatori in uscita. Ci potrebbero essere scambi clamorosi, magari per rivitalizzare giocatori. Forse ce ne potrà essere bisogno".

GUARDIOLA - "Rimarrà al City? Ammesso e non concesso che i tifosi del City possano credermi o meno, sono convinto che Guardiola rimarrà al City finché il City vorrà mantenere un certo tipo di profilo. Unica ipotesi è se domani vorrà, per un gesto rabbioso delle istituzioni, il club ridurre le ambizioni, e ridimensionare giocatori e stipendi, chiedendo a Guardiola di andarsene credo che Pep non se ne andrà. Mai".

ALLEGRI - "Futuro in Premier? Terreno che cercavo di evitare all'inizio. Oggi nessuno pensa all'allenatore della prossima stagione, tutti stavano valutando la stagione in corso. Eravamo arrivati al dunque della Champions, come i campionati. Si sarebbero tratte conclusioni e fatte strategie. La lotta per la sopravvivenza distoglie questo tipo di attenzione. Max ha vissuto un anno sereno, dopo anni senza mai una sosta, è sereno e carico e vive la realtà di oggi con le apprensioni di tutti. Sarà quel che sarà. Oggi prendere in giro chi ci ascolta, fare nomi, ipotesi... non c'è nulla di questo". 

DE SCIGLIO - "Non è andata a buon fine col Psg perché la Juve, che aveva preso in considerazione l'ipotesi, quando si poteva andare a definire ha cambiato idea e ha ritenuto opportuno di poter continuare con il giocatore. Non ha disturbato nessuno, sono cose che capitano"