Federico Bernardeschi si racconta. L'attaccante della Nazionale e della Juventus ha parlato raccontando la sua storia con la nuova moglie Veronica Ciardi, sposata dopo la vittoria dell'Europeo. Un lungo racconto a due voci su Chi: "Se penso alle volte in cui ci siamo persi e ripresi!... Ma oggi, dopo sette anni siamo qui, con due figlie fantastiche, Deva e Lena, e con la voglia di raccontare loro la nostra favola fatta di protezione, sostegno e semplicità. Questa è la nostra famiglia". 

IL SI' - Veronica: «Uscivamo entrambi da due storie “tossiche”: ci siamo trovati nel momento peggiore e, insieme, lo abbiamo trasformato in qualcosa di bello. C’è voluto molto tempo, ma eccoci qui».
Federico: «Le emozioni del primo momento sono state tante parole al telefono, tanti momenti che potrei definire il nostro “diario”, in cui ci parlavamo dei nostri errori. Ecco, trasformare l’errore in vittoria è stata la nostra forza».

PRIMO INCONTRO - V. «Quando un terza persona ci ha unito. Ma ci sono voluti mesi di chiacchiere. Quando abbiamo iniziato a stare insieme, però, io ho avuto paura e ho fatto subito un passo indietro. Sono uno spirito libero, per la prima volta ho avuto paura. Ma lui non ha mollato».
F. «Quando ho capito che se ne stava andando per paura, quando ha iniziato a non rispondermi al telefono, ho preso un gommone da Ibiza e sono andato a rapirla a Formentera. Da quel momento abbiamo iniziato a “vivere” davvero. E il resto... chissenefrega».

LA PROPOSTA - V. «Confermo. Sapete quando mi ha chiesto la mano? Due anni fa alle Bahamas, dopo un fantastico viaggio on the road organizzato da Fede».
F. «Avevo organizzato tutto: cena a lume di candela, spiaggia, fotografo e video maker per riprendere il momento. C’era tutto. Ma Veronica...».
V. «La solita paura mi ha fatto dire un “sì” che però era un “ni” che poi è diventato un no... Le nostre anime non erano pronte. E poco dopo... dal paradiso all’inferno. Ci siamo lasciati. Proprio così».

RIPRESI - V. «Quando ho visto la sua vita e lui stesso cambiare. Lui ha sempre faticato, fin da piccolo. E poi c’è stato un momento di svolta, una “sliding door”: lì ho capito che Federico era diventato il “mio” uomo».
F. «Non è stato facile. Siamo stati separati un anno, ma senza perderci mai. Abbiamo abbattuto le paure e siamo diventati prima genitori e oggi marito e moglie. Anche se sono arrivato in ritardo (sorride, ndr)».
V. «Ma io già lo sapevo: le nostre gaffe non sono studiate, siamo così, un po’ matti, ma sani»

MATRIMONIO E TERZO FIGLIO - V. e F. «Insegneremo loro che bisogna salutare il sole, che la vita, oggi, con tutte le difficoltà che ognuno di noi sta vivendo, è un dono prezioso, che bisogna vivere sempre nella verità. E a “Chi” annunciamo che... la famiglia si allargherà ancora!».
V. «Fede ha avuto l’idea di attraversare la città in macchina dopo il “Sì”. È stato un delirio: c’era il caos, i giornalisti, io stessa ero nel pallone e mi dicevo: “Sono felicissima per lui” ma ero attonita. Quando ho trovato un varco, sono scappata a piedi. Ho sempre odiato il mio compleanno perché sono nata il 13 luglio e da piccola non c’era mai nessuno dei miei compagni con cui fare festa. Questa volta ho detto a Fede: festeggiamo tutto in un giorno, così sarò felice due volte, come non mai».