Per fortuna che fa caldo ed esiste il cooling break. Allegri, da appassionato di basket qual è, contro il Sassuolo l’ha usato come un vero e proprio time-out. Ha ridisegnato una Juventus che fin lì, nonostante Di Maria, sembrava ricalcare troppo la squadra passiva dello scorso anno. E si è lasciato andare.

Basta ‘stortismi’, contrappesi e bilancini. Un conto è l’equilibrio, un conto è esagerare, tornare sempre allo stesso modulo della paura. 
Tutta colpa del brutto 4 a zero con l’Atletico. Non ci fosse stata quell’ultima amichevole, forse venti minuti così brutti non li avremmo visti. Preoccupato della fase difensiva, Allegri aveva già trovato il modo di esentare Di Maria da certi compiti, che d’altra parte l’argentino aveva fino a quel momento trascurato puntualmente. Mica è Bernardeschi. Sembrava dunque una mossa logica, consequenziale, quella del primo schieramento, in realtà ha disinnescato tutto. Lo stesso Angel nei primi venti minuti era un’anima in pena.

Per fortuna hanno inventato il cooling break. Diciamo che è servito più ad Allegri che ai giocatori stavolta. Il livornese si è rinfrescato le idee, capendo forse che la Juve castigata che aveva messo in campo dal primo minuto altro non era che lo strascico di una brutta figura, o meglio, il residuo ostinato dell’annata precedente.