Andrea Barzagli si racconta a tutto tondo. Il difensore ha giocato la sua ultima partita con la Juventus il 19 maggio, prima di salutare tutti e ritirarsi ufficialmente dal calcio giocato. Resterà nel club, probabilmente, per far parte dello staff tecnico. Intanto, a JTv ha parlato così: "Primo incontro? Sono arrivato la sera tardi all'aeroporto, con mia moglie e mio figlio. Poi sono andato a dormire e la mattina mi sono svegliato per le visite mediche. Lei è andata a fare una passeggiata, mi ha detto bellissimo, bellissimo. Torino per un calciatore è perfetta, specie per uno della Juventus. Perché è piccola, viviamo quasi tutti in centro e ormai è abitudine vedere calciatori in centro. Non ti dà fastidio nessuno, a parte nei weekend lì ti possono massacrare di foto. 

JUVE - Nasce perché Paratici non so come mai, ma veniva a vedermi a Wolfsburg. Mi ha svoltato la vita e la carriera. Ho sempre sognato una grande squadra, ci ho sperato dopo il Mondiale, non è successo e poi ho scelto di andare in Germania. Lì ho vinto uno scudetto incredibile. Poi è arrivata la Juve e ho detto subito di sì. Con lo Stadium, 6 mesi dopo, è cambiato tutto. I risultati, le vittorie fanno la differenza per crescere, però l'inaugurazione ci ha fatto provare cosa vuol dire essere alla Juventus. Poi il primo scudetto ci ha lanciato, con la bravura del presidente, del club, del marketing, che hanno fatto cose straordinarie per arrivare a giocatori importanti, come l'ultimo Cristiano Ronaldo. 

AGNELLI - Il primo incontro? Non ricordo se allo stadio o in sede, mi sembra in sede. C'è stata ammirazione, poi vedere un ragazzo giovane - non molto più vecchio di me - però per l'importanza che ha iniziare a fare il presidente della Juve a 37 anni è una grande responsabilità. 

DEL NERI - C'era quando sono arrivato a gennaio. E' stato uno degli allenatori più influenti della mia carriera, perché mi ha fatto debuttare in Serie A, mi ha fatto fare un campionato intero e ha dato il consenso per prendermi. Ed è una bravissima persona ed è stato uno di quelli che ha dato il via a una difesa a zona, alta e aggressiva. 

ESORDIO - Contro il Palermo? Abbiamo perso 1-0. Sono tornato, abbiamo perso e mi sono preso pure qualche fischio. Male. Ho detto: iniziamo bene. 

I PRIMI SEI MESI - Difficili, ricordo la vittoria con l'Inter, bella per l'ambiente. Ma sono mesi che raccontano tutto il periodo, con la rimonta subita con il Catania. Non vincere con la maglia della Juve è un peso. Se perde la Juve sei in prima pagina, con critiche e pagelle brutte, che bene o male molti guardano. Io negli ultimi anni, tutte le volte che facevo bene guardavo il giornale, altrimenti non lo guardavo per un paio di giorni. Tanto c'era sempre la partita dopo. Se no entri un vortice e non va bene, devi cercare di estraniarti anche se non è facile, in Italia si vive di questo. 

SCONFORTI - Due anni fa, quando abbiamo perso con il Napoli. Arrivo ad allenamento e c'erano un po' di facce tristi. Ho guardato 4 o 5 di noi e ho detto: 'Mamma mia, abbiamo perso il campionato'. E tutti: 'Basta, ma che dici'. Io lo dissi in parte per motivare tutti, in parte perché lo pensavo.

BBBC - All'inizio giocava Chiellini terzino sinistro, l'anno dopo anche almeno nella parte iniziale mi ricordo che Conte lo ha rispostato terzino. Poi tutto è cambiato penso dalla partita di Napoli fuori casa, il Napoli giocava 3-5-2 e Conte ci ha messo a specchio. Da lì in poi c'è stato tanto lavoro dietro. Nessuno di noi aveva quasi mai giocato a tre. Ma alla fine sono incastri: per Bonucci era perfetto per come è lui come giocatore, oltre che quelle da difensore, mentre io e Chiellini eravamo più marcatori e andavamo addosso. Le prime volte non era facile, poi risultati e prestazioni hanno dato fiducia. Siamo diventati una corazzata, in Italia, in Europa e in Nazionale. Abbiamo fatto partite pazzesche, la nostra fase difensiva iniziava in attacco. 

MERCATO - Sono arrivati giocatori che spostano. Pirlo, Buffon a pieno, poi Vucinic e Vidal. All'inizio c'è stata difficoltà, ma appena è iniziato il campionato abbiamo fatto vedere di essere cazzuti. Rivincere è più bello e difficile. Vincerne 8 è pazzesco, perché capita di toppare un anno e noi ci siamo andati vicini al quinto anno, quando siamo partiti malissimo, e l'anno di Napoli. 8 scudetti non li vinci per il fatturato, ma per mentalità incredibile.

ALLEGRI VS CONTE - Lo spogliatoio la nostra forza. Allenamento? Se non sei a un certo livello, non puoi mai esserlo in partita. Chiaramente non ti avvicini mai, ma devi spingere. Con Conte abbiamo lavorato molto a livello fisico, mentre con Allegri c'era più palla. E più divertimento. Secondo me ci vuole grande rispetto, poi ognuno ha le sue idee da allenatore. Anche io però se posso fare lo scemo in campo lo faccio. Anche perché ho sofferto una vita da difensore. Non hai mai una gioia, conta chi ha fatto gol, non ti diverti mai, nelle partitine se si poteva mi buttavo in avanti a fare le stupidate.  

LOGO, CONTINASSA - Siamo molto più avanti degli altri club, non c'è dubbio. 

IL PIU' VICINO AI GIOVANI - Sono uno di quelli che tutte le volte che ci allenavamo con i ragazzi, a me non è mai venuto di riprendere nessuno. Mi dava fastidio. Poi dipende, i ragazzini adesso è giusto che ogni tanto prendano due legnate tra i denti. Però l'errore rispetto agli altri che si arrabbiano, non mi è mai venuto. Poi se posso consigliare sì, ma i ragazzi ora sono diversi. Arrivano e sembra che sappiano un po' tutto. Hanno massimo rispetto, poi però vorrei vederli quando tornano con i loro compagni. Differenza tra me e loro da giovane? Moltissime. Ero ribelle e forse ne ho pagato le conseguenze, di errori ne ho fatti, ma la vedo solo sul mio personale. Poi sono cresciuto, da giovane non lo capisci. Devi avere persone vicine che ti consigliano, oggi con i social soprattutto. Se hai 20 anni, soldi, fortuna e popolarità è difficile gestire tutto perché non hai l'esperienza per farlo. 

IL PIU' VICINO AI GIOVANI - Sono uno di quelli che tutte le volte che ci allenavamo con i ragazzi, a me non è mai venuto di riprendere nessuno. Mi dava fastidio. Poi dipende, i ragazzini adesso è giusto che ogni tanto prendano due legnate tra i denti. Però l'errore rispetto agli altri che si arrabbiano, non mi è mai venuto. Poi se posso consigliare sì, ma i ragazzi ora sono diversi. Arrivano e sembra che sappiano un po' tutto. Hanno massimo rispetto, poi però vorrei vederli quando tornano con i loro compagni. Differenza tra me e loro da giovane? Moltissime. Ero ribelle e forse ne ho pagato le conseguenze, di errori ne ho fatti, ma la vedo solo sul mio personale. Poi sono cresciuto, da giovane non lo capisci. Devi avere persone vicine che ti consigliano, oggi con i social soprattutto. Se hai 20 anni, soldi, fortuna e popolarità è difficile gestire tutto perché non hai l'esperienza per farlo. 

ULTIMO ANNO - Ho deciso in corsa, volevo valutare bene, ma me lo aspettavo. E' stata una stagione strana, gli infortuni, per cui ho giocato poco e meno di quando avrei potuto dare. E piano piano ho capito che era arrivata la fine del viaggio. Stare a questi livelli, con questa squadra e qualità devi stare al massimo. Finire così al top è stato perfetto. Il tuo addio come Del Piero e il gol in quella partita? Ho tirato il rigore a furor di popolo, non credevo che i tifosi si ricordassero che mancavo solo io per fare segnare tutti. Sono andato, sperando di non fare una figuraccia. Non immaginavo una giornata così, aspettavo gli applausi, ma è stata una sorpresa incredibile quella del Presidente e della squadra. Mi sono svegliato la mattina ed ero in panne, agitato. Poi avevo tutti gli amici, familiari, la sentivo un sacco. Ero emozionato, era ance la festa scudetto, di tutti. Io sono andato completamente in stato confusionale, poi quando sono uscito e dopo lì mi sono emozionato. Essere considerato come Del Piero e così via, mi ha dato una gioia enorme.

SCUDETTO - Il più sofferto nel 2018, il più difficile 2016. Un'annata incredibile. Però il primo è il più bello, ha dato inizio a tutto.

FUTURO - Il calcio offre tante strade, però magari a volte le trovi chiuse all'inizio. Io per il momento so che sono felice per ciò che ho fatto, che ho dato e che mi ha dato questo club".