Con il Giro d’Italia va in archivio la parte iniziale della stagione ciclistica. Un periodo fatto di brevi gare a tappe e classiche in vista della prima corsa di tre settimane dell’anno. Solitamente, in questa fase del calendario delle due ruote, Michele Bartoli dava il meglio di sé. Vincitore di due Liegi-Bastogne-Liegi, due Giri di Lombardia, un Giro delle Fiandre ed un’Amstel Gold Race, l’ex corridore toscano è anche un grande appassionato di calcio. Con una preferenza nitida: la Juventus, squadra di cui si è innamorato fin dall’infanzia e che ora segue persino all’Allianz Stadium.

Michele, partiamo dando un giudizio alla stagione: come valuta l’annata da poco conclusa?

“Da tifoso e sportivo sono soddisfatto. C’è il fattore Champions di cui tenere conto ed indubbiamente è stata una delusione non aver vinto. Ma la Coppa non deve diventare un’ossessione: siamo sempre stati tra le migliori d’Europa. Prima o poi arriverà il momento della Juve, credo sia solo questione di tempo. Dopo un filotto simile in campionato, non ci possono essere delusioni. È chiaro che vogliamo vincere la Champions, ma non va dimenticato il resto”.

Insomma lei non è tra coloro che considerano lo scudetto un obiettivo quasi secondario rispetto alla Champions.

“È chiaro che c’è un gap importante con le altre formazioni in Italia. Ma non va dimenticato un altro aspetto: non è un dramma se non si vince la Champions, ma fa male se non si vince lo scudetto. Guardare tutti dall’alto non è affatto male”.

Cosa ne pensa dell’addio di Massimiliano Allegri? 

“Personalmente dispiace perché ho un giudizio molto positivo del suo staff. Vedremo chi sarà il sostituto. Ci sono tanti nomi che non lo fanno rimpiangere, sulla carta. Non va dimenticato che però Allegri ha portato la Juve a disputare due finali. E poi non bastano due mani per elencare i trofei vinti. Non conosco fino in fondo Allegri perché non ho avuto modo di frequentarlo, ma mi è sempre sembrato una persona molto intelligente e capace di gestire lo spogliatoio”.

In questi ultimi giorni si è parlato dell’imminente arrivo di Maurizio Sarri. Le piace come profilo?

“Sono sincero: io continuo a sognare Pep Guardiola… Ma se dovesse arrivare Sarri, andrebbe comunque bene. Qualsiasi persona al mondo preferirebbe Pep per esperienza internazionale, non per andare contro a Maurizio che è comunque un tecnico valido. Tuttavia, se l’unico trofeo vinto da Sarri è stata l’Europa League è innegabile che ci sia una certa differenza rispetto al palmares di Guardiola”.

Come si è appassionato alla Juventus?

“Son nato da bambino juventino e continuo ad esserlo con molto entusiasmo. Mi sono avvicinato maggiormente alla squadra grazie all’amicizia con Marco Landucci. Mia moglie sa tutto della Juve, è una vera fanatica”. 

Qual è stato il giocatore bianconero che le ha scaldato maggiormente il cuore?

“È sempre difficile scegliere, ma ho due giocatori che hanno lasciato il segno: Alessandro Del Piero e Roberto Baggio, due icone del calcio per personalità e compostezza. Sono campioni prototipo per il mio modo di intendere lo sport. Ora è scontato dire Ronaldo. Prima pensavo fosse un po’ snob, ma in realtà è un trascinatore. Questo fa pensare alla voglia di vincere sempre. Penso sia unico sotto questo aspetto. Non so se sia migliore di Messi. Però l’argentino ogni tanto rallenta, mentre lui sembra avere ancora l’entusiasmo di un ragazzino al debutto”. 

Torniamo per un attimo alle due ruote: quale squadra nel ciclismo attuale potrebbe essere la Juventus?

“Direi la Deceuninck-Quick Step. Ha un gruppo di campioni come Julian Alaphilippe o Philippe Gilbert. E non ha mai perso  la fame di vittorie”. 

E chi potrebbe essere Cristiano Ronaldo?

“Troppo difficile fare un paragone. Forse direi Alejandro Valverde perché è quello che si avvicina più per forza di volontà. Basti vedere cosa ha fatto l’anno scorso, vincendo il Mondiale a 38 anni”.

Se ne avessi la possibilità, quale acquisto piazzeresti per la Juventus?

“Tra i centrocampisti mi piace molto Toni Kroos. Dal mio punto di vista, Matthjis De Ligt potrebbe essere il colpo perfetto”.

C’è qualche calciatore della Juve in cui si rivede per il modo di interpretare lo sport?

 “Dico Federico Bernardeschi perché è un gran talento e mi sembra abbia la giusta allegria mentre gioca”.