Marco Baroni, allenatore del Frosinone ed ex Juventus, ha parlato a Tuttosport in vista della gara di venerdì: "Intanto c’è la bellezza dell’evento, per la società e per tutta la città di Frosinone. Giocare allo Stadium contro la Juventus è un motivo d’orgoglio. E’ un impegno di una difficoltà altissima, ma proprio questo rende la partita ancora più affascinante. Primo ritorno? Sicuramente piacevoli. Con la Primavera della Juve giocammo lì la partita in casa delle finali di Coppa Italia 2012 e 2013 (la prima persa con la Roma, la seconda vinta sul Napoli, ndr) e prima ancora avevamo partecipato all’inaugurazione. Ritroverò una società che mi ha dato tanto, persone con cui ho lavorato molto bene. A cominciare da Paratici che nel 2011 mi dette, assieme a Marotta, l’opportunità di allenare la Primavera bianconera". 
 
CICLO - "Se me lo aspettavo? Sì. La società stava gettando le basi per superare tutte le altre: lo stadio, una dirigenza di grande competenza. La crescita esponenziale che c’è stata non mi ha stupito»". 
 
JUVE - "Cosa c'è dietro quell'esperienza? Tante cose, non una. Alla Juve sono cresciuto molto, grazie alle continue possibilità di aggiornarsi che offre. Soprattutto in bianconero capisci il valore della vittoria, l’unica cosa che conta. L’importanza di non accontentarsi mai e inseguire sempre un nuovo traguardo. Chi arriva lì lo percepisce, a qualsiasi livello". 
 
LA GARA - "Noi stiamo cercando di trovare delle certezze: la difficoltà dell’impatto con la categoria è evidente e non solo per noi. Contro la Juve servirà un Frosinone superlativo: lo richiedono l’impegno e la forza sensazionale dell’avversario. Dobbiamo cercare la prestazione. Poi quello che dirà il campo sembra scontato, ma a volte può succedere quello che non ti aspetti. Da nessun avversario mi aspetto regali o cali di tensione. Meno che mai dalla Juve. Anzi, proprio l’avvicinarsi della Champions renderà i bianconeri ancora più concentrati. Dell’organico è superfluo parlare, a prescindere da chi scenderà in campo". 
 
RUGANI E SPINAZZOLA - "Sono molto contento per loro, Leonardo lo avevo avuto anche al Siena. Hanno fatto cose straordinarie. Daniele mi impressionò subito per la voglia di migliorarsi in ogni allenamento: così nessun obiettivo è impossibile. Mi fa piacere aver dato loro un piccolo aiuto lungo il percorso: non è facile ritagliarsi spazio in questa Juve, meritano questo palcoscenico. Se mi aspettavo il cambio ruolo di Spinazzola? Sì, perché oltre alla tecnica aveva anche un grande motore, grandi doti di corsa. E nel calcio di oggi entrambe le qualità sono importanti per i terzini".