Per fare una cosa mai vista, ci voleva qualcosa di mai visto. Per la prima volta in questa stagione tutto, tutto lo stadio ha cantato per novanta minuti, senza mai fermarsi e spingendo la Juve fino ad una vittoria storica. Perché di questo si tratta. Sabato scorso la parte calda del tifo bianconero aveva ritirato, almeno per 90', lo sciopero del tifo che si stava protraendo da quasi un mese e che era ripreso dopo i lunghi silenzio di inizio stagione. Un giorno prima, la Sud era stata attaccata dal resto dello Stadium che aveva provato a fare le veci degli ultras contro l'Udinese, riuscendoci solo in parte. Stasera non sarebbe bastato, stasera tutti dovevano remare dalla stessa parte perché le onde dell'Atletico di Simeone erano più forti e impervie che mai.

TUTTI SULLA BARCA - Così è stato. Tutti hanno remato e tutti hanno cantato. A tratti lo Stadium tremava, letteralmente. E tutti hanno canto sia i cori partiti dalla sud che quelli partiti dalla nord, senza prendersela tra di sé e senza mettere nulla di fronte a quello che davvero conta: la Juventus. Da "sono un ultras bianconero" a "Chi non salta non ci crede", i fortunati spettatori di questa sera hanno assistito a due spettacoli, uno in campo e l'altro sugli spalti. Il direttore d'orchestra, però, è stato uno solo: Massimiliano Allegri. Il tecnico bianconero, una volta messa in saccoccia anche questa storica vittoria, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe ( e dopo essersi tolto pure dai social a causa di qualche tifoso troppo maleducato più che critico). "Non sono problemi miei, sono altri che devono farsi curare mica io". Come un vero direttore d'orchestra, però, la serata perfetta di Max è riuscita grazie a lui ma anche grazie ai suoi interpreti. In campo e sugli spalti. Uniti si vince. 

@lorebetto