Volano gli stracci tra Arthur ed il Barcellona. Dopo la fine del campionato spagnolo il centrocampista è tornato a casa in Brasile rifiutandosi di tornare in Catalogna per preparare la Champions. Un comportamento che ha fatto infuriare la società. Il presidente Bartomeu non ci è andato giù leggero: "Avremmo dovuto rinnovagli il contratto, ma aveva un'ottima offerta dalla Juve e a noi da sempre piaceva Pjanic. Così l'accordo è stato raggiunto. Ma la decisione di lasciare il Barça è stata presa da Arthur. Qui non si era affermato come giocatore indiscutibile, lì invece sembra gli sia stata garantita una maglia da titolare, e soprattutto uno stipendio triplicato. La tassazione italiana è più vantaggiosa in questo senso ed è più facile per le squadre avere giocatori ad un costo più conveniente".

ACCORDO - "Avevamo raggiunto l'accordo che avrebbe continuato a giocare per il Barça, sia in campionato che in Champions League. E' un giocatore che ha una certa importanza nella squadra e che avrebbe potuto aiutarci. Ma dopo le mini-vacanze non si è presentato. E' un atto inaccettabile di indisciplina. Ed è per questo che abbiamo aperto un procedimento nei suoi riguardi, perché non esiste alcun argomento che giustifichi la sua assenza. Ha semplicemente deciso che il suo tempo al Barça fosse già finito. Ma avrebbe dovuto giocare con noi fino all'ultimo, così come fanno i campioni tipo Pjanic. E' stato un patto tra i due club".

CAUSA  - "Se i suoi motivi non sono giustificati, ci sarà sicuramente una sanzione finanziaria. A parte questo, un lavoratore, se non lavora, non viene pagato. E ha mancato di rispetto ai suoi compagni di squadra, perché la squadra vuole fare bene in Champions League. E anche al club. Non è logico che giocando per un titolo così importante, un calciatore decida di cancellarsi. E' ingiustificabile e totalmente incomprensibile".