C'era una volta l'Amsterdam Arena, c'era un sedicesimo di finale di Europa League e c'era la voglia - di matrice bianconera - di portare a casa un trofeo importante dopo la risalita dalla Serie B e le scorie di Calciopoli. C'era soprattutto una Juve sperimentale, con Zaccheroni in panchina. E c'era poi l'esperimento del doppio trequartista: chi tenere fuori tra Diego e Del Piero? Zac non ebbe dubbi: piuttosto, avrebbe giocato con un centrocampista in meno. Davanti dominava Amauri Carvalho de Olivera, l'ultimo juventino ad aver fatto gol alla Crijff Arena. Una doppietta che valse una risposta: alle critiche e al vantaggio iniziale di Suljemani.  

Ecco, Amauri: ha visto Ajax-Juve? Immaginiamo i ricordi...
"Ho pensato subito a quello. Era una partita diversa, si trattava di Europa League: è stata una bella serata per me, per la Juve. Chiaro che stavolta si tratterà di un'altra partita, più bella ed emozionante. Guardandolo oggi, quello ci sembrò la quiete prima della tempesta. Da lì partirono i due anni di problemi veri alla Juve. Cambiammo allenatore, poi cambiò la società. Tante cose insieme portarono a un anno difficili. Però che bella, quella partita. Riuscimmo a scrivere una bella storia".

In effetti, anche personalmente, il primo anno fu importante. E poi? Questione di pressione?
"Un po' di tutto, la squadra non girava. Iniziammo quell'annata alla grande: cinque vittorie su cinque partite. Poi uscimmo dalla Champions: fu un colpo forte, si dimostrò tale fino alla fine. Non riuscimmo a riprendere il campionato, poi in Europa League facemmo benino. Fare bene equivaleva ad andare in finale o vincerla. In Inghilterra perdemmo male, e si persero le redini della stagione".

Di quel gruppo conserva ancora qualche amico?
"Ho mantenuto con tutti un buon rapporto, sento spesso chi è ancora rimasto oggi alla Juve. Sono pochi, però Chiello, Barzagli... il rapporto è rimasto".

Li ha sentiti più carichi verso la Champions? Hanno un Ronaldo in più.
"Cristiano ha dato consapevolezza, questo è certo. Però la Juve senza di lui è arrivata in finale di Champions, ha vinto campionati e vincerà pure questo. Con Ronaldo hanno più potenziale, del resto solo un giocatore come lui - o come Messi - avrebbe potuto fare l'impresa compiuta questa settimana. Con tutto il rispetto per gli altri".

Lei che è stato un grande nel gioco aereo, ci spiega come fa Cristiano a siglare certi gol di testa? Stacco e potenza sono micidiali...
"Ma lui è un giocatore completo, ha segnato e segna in tutti i modi. Destro, sinistro, potenza, colpo di classe. Completo. Non è un caso che sia il miglior giocatore al mondo, si allena tanto e ottiene tanto. E' una macchina. Comunque, al di là di questo, lui è forte perché è decisivo: quando ci sono partite importanti, è sul pezzo".

Ma la Juve ha davvero quest'ansia da Champions? Lei la percepiva?
"Credo che la Champions per tutte le squadre della Juve sia il primo obiettivo. Poi metti che sono tanti anni che la Juve non riesce a vincerla, nonostante ci sia arrivata vicinissimo nell'ultimo periodo. Il sogno si è fatto più reale, vivo. Credo che la Juve abbia qualcosina in più rispetto agli altri. La pressione l'ho sentita sempre e sempre c'è stata. Quest'anno la vedo molto concentrata". 

Il futuro di Amauri?
"L'altro giorno parlavo con un amico. Scherzando, gli ho detto: 'Ho vissuto 18 anni in Brasile, 16 in Italia e da due anni sono qui negli Stati Uniti. Mi manca l'Italia, è la mia seconda casa. Adesso sto facendo tutt'altro, sono con la famiglia e sto bene. Ma sì, è sempre bello pensare al vostro paese".