Il 2020 della Juve è iniziato proprio oggi, con un paio di giorni d'anticipo. E la lista dei buoni propositi di Maurizio Sarri è già particolarmente lunga. Tanti, secondo molto sono fin troppi, i casi aperti se così si può dire, al di là dei risultati: vero, il 2019 si è chiuso con la sconfitta in Supercoppa, ma la Juve è pur sempre prima in campionato ed è arrivata agli ottavi di Champions in carrozza venendo premiata da un'urna particolarmente benevola (c'è il Lione, meglio non poteva andare). Ma di cose da sistemare ce ne sono effettivamente tante. In ogni reparto.

LA DIFESA – Equilibri. Di questo parla da mesi Sarri in conferenza stampa, mancano equilibri. Nonostante a prendere gol non sia praticamente mai la Juve col tridente, le reti subite sono tante da preoccupare, il doppio dell'anno scorso: 17 in 17 giornate in campionato, 24 in 24 partite disputate complessivamente, la scorsa stagione erano 8 in serie A e 12 in tutto. Dopo la sconfitta in campionato con la Lazio, ecco che Sarri ha già cambiato tutto: fuori De Ligt per Demiral, fuori Cuadrado per un terzino naturale, Bonucci spostato sul centrosinistra. Ma l'anno nuovo dovrà riportare tutto al suo posto, sperando che tutto torni a posto. Anche perché De Ligt non potrà stare fuori, soprattutto considerando quel turnover differente che ci sarà dal momento in cui tornerà a pieno regime Chiellini, per quanto Demiral sia stato tra le poche note positive dell'ultima fase di 2019. E la qualità di Cuadrado in fase di spinta sembra difficilmente sostituibile.

IL CENTROCAMPO – A centrocampo poi è un continuo sperimentare. A gennaio non ci sarà Bentancur se non in Coppa Italia, Emre Can è sempre più vicino alla cessione, Khedira è infortunato. Sarà quindi Rabiot a dover reagire da subito, andando a comporre il centrocampo anti-Cagliari, Roma e Parma al fianco di Pjanic e Matuidi. Dal francese dipenderanno tutti quegli equilibri di cui Sarri parla sempre e comunque, tridente o non tridente.

L'ATTACCO – Infine, l'attacco. Il tridente funziona, forse il problema vero è proprio quello. Ma le alternative non ci sono, almeno non ora. E dalla Continassa filtra la volontà di tornare a due punte pure più uno tra Ramsey, Douglas Costa e Bernardeschi: caratteristiche diverse, rendimento diverso, soprattutto tenuta atletica diversa. Basterà? La Juve di Sarri per come la vuole Sarri ancora non c'è, aspettando il mercato c'è la consapevolezza che non si possa più aspettare altro tempo. Servono soluzioni. Nuove o vecchie che siano. Perché i buoni propositi non servono a granché.

Da Bernardeschi a Ramsey, fino a Douglas Costa. Tutte le SOLUZIONI di Sarri illustrate nella nostra gallery