Il risultato di Inter-Juventus e la bufera arbitrale che ne è seguita hanno fatto passare in secondo piano un aspetto fondamentale del match di sabato sera: Paulo Dybala, nella partita probabilmente più importante della stagione bianconera, non è stato schierato titolare da Massimiliano Allegri. 

Ora, per chi scrive Dybala non è Messi, né mai lo sarà, e non è nemmeno proponibile un paragone fra i due. Dybala però è sicuramente il giocatore di maggior talento della Serie A, nonché ovviamente della rosa della Juve. E il fatto che sia partito dalla panchina nel derby d'Italia più importante degli ultimi anni rappresenta un caso clamoroso, offuscato solo dalla vittoria bianconera e dalle polemiche su Orsato. 

Allegri alla fine la partita l'ha vinta, e quindi ha avuto ragione. C'è da chiedersi però come sia possibile che l'allenatore della Juve non riesca a trovare posto nell'undici titolare al suo miglior giocatore. E' c'è da chiedersi come sia il rapporto fra Allegri e il numero 10. Siamo forse a una riedizione della vicenda Bonucci? Uno fra Allegri e Dybala sarà di troppo nella Juve 2017-18? E se sì, quale dei due?

E' dunque quello fra Allegri e Dybala il duello di questa settimana di Juventus Fight Club. Al gol del 3-2 di Higuain contro l'Inter, Allegri entra in campo. Il tecnico è una furia, afferra e spintona Higuain e Dybala, chiedendo loro con forza "di non esultare troppo" e di rimanere concentrati prima del fischio finale. La Joya risponde a tono alla foga dell’allenatore: "Calma, calma!", si lamenta il numero 10, con uno sguardo che è tutto un programma. 

L'argentino, alla sua migliore stagione per numeri alla Juve (25 gol in 41 gare finora; nel 2015-16 furono 23 in 46 partite, nel 2016-17 invece 19 in 48 match), in quel momento ha negli occhi la sua annata: i gol decisivi (uno su tutti, contro la Lazio all'Olimpico), i rigori sbagliati, l'assenza per squalifica a Madrid dopo il rosso esagerato dell'andata, la pessima partita giocata contro il Napoli. 

Dybala, chissà, ripensa anche ad altri momenti delicati vissuti, in campo, con Allegri: lo sfogo per la sostituzione di Udine in questo campionato, la mancata stretta di mano con il Sassuolo nella scorsa stagione. Oggettivamente, l'allenatore livornese è stato molto bravo in queste tre stagioni nella gestione della crescita di Dybala. Ma è al punto d'arrivo che qualcosa non torna più. Perché, lo ripetiamo, se non schieri il tuo miglior talento nella partita più importante della stagione, c'è qualcosa che non funziona. O nel tecnico, o nel giocatore: ed è quasi impossibile che una situazione del genere possa perdurare, nella stessa squadra. 

Se quel qualcosa sia da ricercare negli schemi di Allegri, oppure nel momento di forma del classe 1993 di Laguna Larga, oppure, ancora, nel rapporto (anche umano oltre che professionale) fra i due, lo scopriremo probabilmente nei prossimi mesi. Sembra difficile infatti che i due possano coesistere per un'altra stagione, resta da vedere quale sarà l'esito di questo duello: vincerà Allegri e Dybala (come Bonucci) sarà ceduto, oppure quella del futuro sarà, finalmente, la Juve di Dybala, senza Allegri panchina? Al momento, per quello che ci è dato di conoscere, la prima ipotesi sembra la più probabile: se arriveranno offerte adeguate, l'estate 2018 potrebbe essere quella della cessione di Dybala.

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