Non lo dice ancora chiaramente, per ora, ma Maurizio Sarri un po’ preoccupato lo è in vista dell’inizio del campionato. Perché ancora non sa se la rosa giocatori a sua disposizione sarà quella definitiva, oppure ci saranno ancora delle partenze e dei nuovi arrivi. Una cosa, però, l’ha capita e l’ha detta: ci sono 6 esuberi. Tradotto, 6 giocatori da fare fuori e magari pure da sostituire con qualcun altro.  Poi, ha voglia Paratici ha dire invece che la parola esuberi non esiste nel vocabolario della Continassa, e che va tutto bene così,però l’aver provato a piazzare qualche settimana fa , pure in un colpo solo, Dybala, Mandzukic e Matuidi allo United sta proprio a dimostrare il contrario.

Che la Juventus abbia necessità di fare un minimo di cassa per sistemare il bilancio, è ormai un segreto di Pulcinella. Non dovesse riuscirci in questa sessione di mercato estiva, in quella del 2020 sarà costretta a fare cessioni eccellenti e plusvalenze pesanti, sempre che nei prossimi 9 mesi il marketing non dia una bella mano e il fatturato non aumenti ancora (e non è detto che ciò non accada).

L’attualità, come detto, impone però qualche taglio. E Sarri, compatibilmente con le opportunità offerte da un mercato “che se non ti viene incontro” ti limita parecchio nella scelta di soluzioni (parole del mister, ndr), vorrebbe sapere quanto prima quanti e quali saranno. “Io vorrei tenerli tutti” ha detto, ma sa bene che il club non è della stessa opinione. E allora scalpita, “perché rischiano di restare fuori giocatori di altissimo livello. Una situazione che dobbiamo risolvere”. E aggiunge: “Il mio parere conta zero”. Tutto il contrario del suo predecessore Allegri, teorico della halma, anche quando si trattava di mercato: il suo non celato aziendalismo gli permetteva di accettare tutto, con estrema filosofia, facendo sempre di necessità virtù. Non ho a disposizione tizio? Non importa, posso sopperire con caio. Non arriva sempronio? Mi arrangerò con qualcun’ altro già a disposizione in rosa.

Sarri, al contrario, parla. Dice senza remore ciò che non gli piace. Non esita a definire imbarazzante la situazione degli esuberi venutasi a creare in rosa, e rimasta tutt’ora irrisolta, vuoi anche perché non vuol partire nessuno. Col problema di capire così chi inserire in lista Champions e chi no, mentre invece in campionato potranno giocare quasi tutti, ad esclusione di Pjaca e Perin. Sia chiaro, non ci troviamo già di fronte ad un muro contro muro con la società, ai primi malpancismi figli di un’insoddisfazione di fondo. No. Semmai all’imbarazzo di dover andare a dire a qualche calciatore, “guarda che tu quest’anno in Champions non potrai giocare”.  Immaginate di dover andare voi a comunicare ad uno come Mario Mandzukic una cosa del genere, e pensate un po’ quale potrebbe essere la reazione. Lo stesso, magari, ad un campione del mondo in carica come Matuidi. Il terzo è il suo pupillo Rugani, animato finora dalla speranza di giocare finalmente di più con l’arrivo del suo estimatore.

Tutte situazioni non facili. Ecco perché Sarri spera ancora che, da qui al 2 settembre, Paratici gliele risolva, sollevandolo da questo scomodo impiccio.