Ritrovarsi, pure se non ci si è lasciati mai. Sarri ha battuto il record di attesa, ma in conferenza si è fatto subito perdonare. Tanti spunti quanti sorrisi, segnali forti che avesse voglia di tornare alla normalità, al contatto diretto con quei ragazzi di cui sta imparando ad amare i lati più umani e meno visibili. A scoprirne, soprattutto, fragilità e debolezze (vedi Rabiot), carisma e leadership (le parole su Chiellini: bellissime). Allora gli mancava il campo, inteso in ordine di check list verso il recupero e in senso stretto di nostalgia. Lo ritroverà a Firenze, dove ha legato ai ricordi dell'infanzia uno scudetto scioltosi nei dubbi e nelle contraddizioni. E a proposito: la sua napoletanità, in conferenza stampa, non si è mai affievolita nonostante il bianconero sgargiante. 

ALTRA STORIA - Ma Maurizio, in attesa di prendere i gradi di Comandante anche a Torino, ha subito chiarito un aspetto: la Juve è una meravigliosa macchina da vittorie. E' una situazione in cui un ossessionato calcistico può soddisfare tutti i suoi feticismi, può provare ogni mezza idea che nelle sere d'attesa e di forzato riposo gli sarà balenata. Può prendersi la sua rivincita contro un destino spesso sottotono, che da un anno a questa parte ha saputo sostanzialmente ribaltare. Altra storia, questo Sarri. Fedele alla sua linea di punture sofisticate, come quando si parla di Emre Can e del chiacchiericcio giornalistico, o sulla difesa di Higuain e sulle mancanze di Mandzukic. Un passo dopo l'altro nel mondo Juve, ognuno spiegato con cura e cautela. 

UNICA NOVITA' - Parole a parte, il punto focale del discorso a cuore aperto di Sarri è stato sullo status della sua Juventus, esattamente in linea con le aspettative di inizio percorso. Anzi: forse con una velocità maggiore rispetto a quanto pronosticato (e chiesto, in termini di tempo) proprio da Sarri. Che in vista di Firenze ritarda il turnover e si prepara a confermare coloro che gli danno più garanzie, da Khedira a Matuidi, passando per il ri-lancio di De Ligt. Davanti a Szczesny, Danilo si è ritagliato un posticino non solo per l'assenza di De Sciglio: ha lavorato bene, benissimo in questa settimana comunque di sedute intense. Al suo fianco, oltre al centrale olandese, gli straordinari di Bonucci e Alex Sandro (entrambi a quota 180' con le rispettive nazionali); quindi Khedira, Pjanic e Matuidi a comporre la zona centrale. Oh, davanti: Douglas e Higuain ("ha meritato di giocare titolare" cit.) a supporto dell'unico indispensabile, Cristiano.